Scudetto 2001: Quando la Roma fece la stupida

La Roma costruita da Sensi e pilotata da Capello conquista il suo terzo scudetto dopo un esaltante duello contro la Juventus.

Estate 1999. Archiviata la parentesi biennale di Zdenek Zeman (un quarto e un quinto posto) è tempo di bilanci in casa giallorossa: tanto spettacolo, poca sostanza. Troppe le stagioni d’anonimato romanista, tra fallimenti impronosticabili (Boskov e Mazzone) e annunciati (Carlos Bianchi, dalle cui mani Totti è stato ad un passo dall’addio). Lo scudetto a Roma manca dall’83. L’anno magico di una squadra fantastica, guidata da un grande allenatore come Liedholm e una rosa di fuoriclasse (Falcao su tutti). Ma per ritrovare l’ultimo trionfo giallorosso, bisogna tornar indietro al 1991 e alla Coppa Italia strappata alla Samp neo scudettata.

Quell’estate a Trigoria è quindi sinonimo di malcontento comune. Scarsi risultati e debolezza societaria, costituiscono i tratti salienti di una grande del calcio italiano in evidente involuzione. Franco Sensi vuole rispedire al mittente ogni critica, voglioso di riportare la Roma ai vertici in Italia. E il vertice, a Roma, fa rima con Scudetto. La campagna acquisti segna gli arrivi del nipponico Nakata, reduce da un’ottima stagione a Perugia, e di Vincenzo Montella che va a completare un reparto offensivo di alto livello, in attesa dell’esplosione definitiva di Totti.

Il telaio giallorosso sembra essere buono. Una rosa di livello da affidare ad un allenatore di prima fascia per il definitivo salto di qualità. La scelta ricade su un vero e proprio ”sergente di ferro”: Fabio Capello, il profilo ideale per una piazza che vive di facili entusiasmi ma che sa deprimersi come pochi alle prime crepe. Reduce da un anno sabbatico, l’allenatore friulano è in cerca del riscatto personale. Il decimo posto ottenuto al Milan nel ’98, rappresenta l’unico buco nell’acqua in una carriera condita da tricolori e trionfi europei lungo l’asse Milano-Madrid.

montella totti novembre 1999 roma lazio 4-1

Prove di scudetto nella stagione 1999/00: Montella e Totti in Roma-Lazio 4-1

Il 1999/00 della Roma parte bene ma termina nel peggiore dei modi, ribaltando tutti i pronostici della vigilia. L’anonimo sesto posto finale e l’inaspettato tricolore dei dirimpettai laziali, complice lo scivolone juventino nel pantano di Perugia, sono i sintomi di un progetto tecnico fallito. La panchina di Capello scricchiola ma il tecnico 4 volte campione d’Italia viene riconfermato anche per la stagione 2000-01. I bocconi amari ingeriti a Trigoria, rappresentano uno stimolo importante per un immediato, quanto salutare, cambio di rotta.

Archiviati gli europei di Belgio-Olanda, è tempo di trattative: Sensi e il D.g. Lucchesi decidono di non badare a spese e ingaggiano un top-player per ruolo. In difesa, viene prelevato il roccioso Walter Samuel dal Boca Juniors; dal Bayer Leverkusen arriva il mediano brasiliano Emerson ma il colpaccio viene fatto in attacco. Da Firenze, arriva Batistuta , il giocatore che può modificare gli equilibri di una squadra e di un intero campionato.

LO SCHIERAMENTO TATTICO

Il modulo con il quale Fabio Capello manda in campo la sua Roma è il 3-4-1-2, utilizzato da Zaccheroni al Milan scudettato dell’anno precedente e da Lippi nella Juventus. Due le mosse tattiche vincenti di Capello: la difesa a 3, compatta e fisica , annulla le giocate dei finalizzatori avversari mentre il trequartista, non essendo marcato a uomo, giostra tra la linea di centrocampo e difesa creando più di un grattacapo alle squadre avversarie. La Roma edizione 2000/01 è un mix di potenza, fantasia, classe ed esplosività, garantita dai ”tuttofare” italiani e dai talenti sudamericani.

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La grande difesa della Roma: Cafu, Aldair, Zebina e Samuel

La retroguardia a 3 è composta da Samuel a sinistra, Zago o Aldair al centro, Zebina a destra. A centrocampo, sulla destra, è Cafu ad attaccare e difendere grazie a doti tecnico-atletiche eccelse. A sinistra agisce Vincent Candela che svolge il ruolo di centrocampista cosiddetto di “rottura” delle azioni da gioco avversarie. In mediana Cristiano Zanetti dirige il centrocampo, affiancato dall’incontrista Damiano Tommasi. Totti è il trequartista. Libero di giostrare tra le linee, i suoi inserimenti a supporto della prima punta Batistuta e Montella, garantiscono imprevedibilità e pericoli costanti per le difese avversarie. Le premesse per una stagione indimenticabile ci sono tutte. La sentenza è affidata al campo.

SERIE A 2000-01

Le Olimpiadi di Sydney fanno slittare l’inizio del torneo parte al primo ottobre. Tra le favorite della vigilia (la Juventus, le romane, le milanesi e Parma e Fiorentina come possibili sorprese) è la Roma a issarsi in vetta al campionato a punteggio pieno nelle prime tre giornate. La successiva sconfitta a San Siro con l’Inter, permette alle rivelazioni Udinese e Atalanta di assaporare il primato. I giallorossi però macinano gioco e risultato: vincono a Brescia con una tripletta di Batigol e il 12 novembre si riprendono prepotentemente il primato. Stendono poi Verona al Bentegodi e Fiorentina all’Olimpico (ironia della sorte, è Batistuta il giustiziere) e si portano a +6 dal duo Juventus-Atalanta dopo il successo casalingo sull’Udinese, grazie anche ad una rete da antologia di Totti che insacca con un sinistro al volo un traversone proveniente da destra. Prima della sosta natalizia la Roma vince il derby, complice una sciagurato autorete di Paolo Negro e conserva il vantaggio di 6 lunghezze sulla Juventus, bloccata sullo 0-0 nel big-match del 22 dicembre a Roma.

Il 2001 si apre con una vittoria a Bergamo, una sconfitta di misura nella San Siro rossonera e una doppia vittoria (3-0 casalingo sul Napoli e un 2-1 in rimonta a Parma) che consacra la Roma campione d’inverno, a +6 sulla Juve e su una rigenerata Lazio. Le prime 7 giornate del girone di ritorno registrano la fuga del sodalizio capitolino, che mette in cascina 6 successi e un pareggio, portando a 9 i punti di vantaggio sulla Juventus e a 12 quelli sui campioni in carica. Campionato ai titoli di coda? Tutt’altro. Nella settimana pasquale, la Roma affonda al ”Franchi” sotto i colpi di Enrico Chiesa e la domenica successiva impatta 2-2 con il Perugia. Lazio e Juve sperano.

Un finale da brivido

29 aprile 2001. I bianconeri contro il Lecce passano in vantaggio con Tudor ma vengono subito gelati dal pari di Conticchio e la Roma comincia ad intravedere le soglie del paradiso tricolore: prima Delvecchio poi Batistuta, fissano il 2-0 giallorosso contro la Lazio ma a 10′ dal termine Nedved riapre i giochi. La doccia gelata arriva al 94′ quando Castroman lascia partire una rasoiata che lascia di stucco Antonioli. 2-2.

Roma 63
Juventus 57
Lazio 56

Prossima fermata, Stadio Delle Alpi. 29ma giornata. Juve-Roma. È il 6 maggio. I bianconeri di Ancelotti chiedono strada. Del Piero e Zidane, nei primi 6′ di gioco, conquistano la pole position. La Roma è assente e più volte rischia di capitolare. Capello getta nella mischia Nakata il quale, il giorno prima ha ricevuto il nulla osta per essere della partita. È proprio il giapponese l’X factor giallorosso: prima accorcia le distanze con un destro imparabile, poi la sua conclusione al 91′ non viene trattenuta da Van der Sar. Sulla palla si avventa Montella che deposita in rete il 2-2 finale, mandando in estati i 5000 tifosi romanisti giunti a Torino.

juventus roma maggio 2001

La rete di Vincenzo Montella nel match-scudetto con la Juventus

A 5 giornate dal termine la Roma ha 5 punti di vantaggio sulla Lazio e sempre 6 sulla Juventus. Distacchi invariati fino alla 32ma: il Milan impone il pari all’Olimpico. La Juve ne approfitta mentre la Lazio , complice il pari con l’Inter, deve dire addio al sogno di un bis-tricolore. A quel punto, alla Roma serve un successo a Napoli per cucirsi sulla maglia lo scudetto ma al San Paolo accade quello che non ti aspetti: Nicola Amoruso porta in vantaggio il Napoli. Batistuta e Totti mettono la freccia tricolore ma Pecchia, su calcio di punizione dal limite, insacca alle spalle di Antonioli. Il 2-2 finale è una doccia gelata per la Roma, che deve fare i conti con il palese nervosismo tra Montella e Capello, reo quest’ultimo, di aver sostituito il centravanti in un momento chiave del match. Il pari di Napoli riapre tutti i giochi: la Juve passeggia a Vicenza e la Lazio si porta a soli 3 punti dai cugini, rientrando clamorosamente in corsa per lo scudetto.

a 90′ dal termine, la classifica dice :
Roma 72
Juventus 70
Lazio 69
Per il terzo anno consecutivo, si dovrà attendere l’ultimo atto del torneo per stabilire la squadra campione d’Italia.

17 giugno 2001. L’ora X.

Roma-Parma, Juventus-Atalanta e Lecce-Lazio. Il Parma all’Olimpico non ha più niente da chiedere al suo campionato, avendo già matematicamente conquistato il quarto posto, utile per i preliminari di Champions League. L’Atalanta è salva mentre il Lecce deve vincere per restare in A.

Lo Stadio Olimpico, alle 13.45, ribolle di passione: ogni posto è occupato, ogni tifoso ha con se una bandiera. L’atmosfera che si respira è da brividi e di attesa. Un trionfo che manca da 16 anni. Alla lettura delle formazioni, il boato dell’Olimpico è impressionante. La gara ha inizio e l’inerzia è tutta giallorossa. Dopo due occasionissime targate Montella è Totti, con un potente destro ad insaccare il gol dell’1-0. Sfilata la maglia, il capitano giallorosso si reca sotto la curva sud mandando in delirio l’Olimpico. Montella firmerà il 2-0 su ribattuta di Buffon, conseguente ad una conclusione di Batistuta, il quale, chiuderà la pratica Parma (e Scudetto) con la rete del 3-0.

La Juventus vince in contemporanea con l’Atalanta mentre la Lazio cade a Lecce. Ma poco importa. Alle 16.52 del 17 giugno 2001, la Roma è campione d’Italia. Terzo scudetto nella storia giallorossa. È lo scudetto della tenacia di Sensi, della rivincita di Capello e di Francesco Totti, che si è caricato la squadra sulle spalle, conducendola al trionfo. Il tricolore romanista segna un dato importante: per la prima volta nella storia del campionato italiano, lo scudetto resta a Roma per due anni consecutivi.

roma scudetto festa tifosi

17 giugno 2001: la festa dei tifosi per il terzo scudetto giallorosso


Il cammino verso lo scudetto

ROMA – Bologna 2-0 [Totti, Castellini M. (aut.)]
Lecce – ROMA 0-4 [Batistuta, Tommasi, Batistuta, Totti (rig.)]
ROMA – Vicenza 3-1 [Totti, Montella, Batistuta]
Inter – ROMA 2-0 
Brescia – ROMA 2-4 [Candela, Batistuta, Batistuta, Batistuta]
ROMA – Reggina 2-1 [Totti (rig.), Montella]
Verona – ROMA 1-4 [Candela, Totti, Batistuta, Batistuta]
ROMA – Fiorentina 1-0 [Batistuta]
Perugia – ROMA 0-0 
ROMA – Udinese 2-1 [Batistuta, Totti]
Lazio – ROMA 0-1 [Negro (aut.)]
ROMA – Juventus 0-0 
Atalanta – ROMA 0-2 [Delvecchio, Tommasi]
ROMA – Bari 1-1 [Totti (rig.)]
Milan – ROMA 3-2 [Totti, Totti (rig.)]
ROMA – Napoli 3-0 [Delvecchio, Totti, Batistuta]
Parma – ROMA 1-2 [Batistuta, Batistuta]
Bologna – ROMA 1-2 [Batistuta (rig.), Emerson]
ROMA – Lecce 1-0 [Samuel]
Vicenza – ROMA 0-2 [Montella, Emerson]
ROMA – Inter 3-2 [Assuncao, Montella, Montella]
ROMA – Brescia 3-1 [Assuncao, Montella, Montella]
Reggina – ROMA 0-0 
ROMA – Verona 3-1 [Apolloni L. (aut.), Batistuta, Montella]
Fiorentina – ROMA 3-1 [Emerson]
ROMA – Perugia 2-2 [Totti, Tedesco Gio. (aut.)]
Udinese – ROMA 1-3 [Montella, Tommasi, Nakata]
ROMA – Lazio 2-2 [Batistuta, Delvecchio]
Juventus – ROMA 2-2 [Nakata, Montella]
ROMA – Atalanta 1-0 [Montella]
Bari – ROMA 1-4 [Candela, Batistuta, Cafu, Batistuta]
ROMA – Milan 1-1 [Montella]
Napoli – ROMA 2-2 [Batistuta, Totti]
ROMA – Parma 3-1 [Totti, Montella, Batistuta]

La rosa di Capello

GiocatoreRuoloPres.Reti
TOMMASIC343
CANDELAD333
SAMUELD311
CAFUD311
DELVECCHIOA313
TOTTIC3013
ZAGOD28
BATISTUTAA2820
MONTELLAA2813
ZANETTI C.C27
ANTONIOLIP26-28
ZEBINAD22
ALDAIRD15
NAKATAC152
GUIGOUC15
EMERSONC133
ASSUNCAOC122
MANGONED11
RINALDID9
LUPATELLIP8-5
DI FRANCESCOC5
BALBOA2
D’AGOSTINOA1