MILLA Roger: il ruggito del leone

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Un vero e proprio monumento del calcio mondiale. Parliamo di Roger Milla, nazionalità camerunense ed esempio più unico che raro di longevità calcistica, vero e proprio pioniere di una terra di campioni che solo recentemente sta sfornando calciatori di un certo livello. Nato a Yaoundé il 20 maggio 1952, la carriera di Milla inizia ad appena 13 anni quando nel 1965 firma il suo primo contratto da professionista nell’Eclair de Douala, uno dei club più importanti. Il giocatore, seppur giovanissimo, segna con una regolarità impressionante. Nei suoi cinque anni di militanza saranno 45 i gol segnati in 52 partite. Nel 1970, ad appena 18 anni, passa al Léopard de Douala dove rimane 4 anni. Sarà proprio con questa nuova squadra che Milla coglierà alcuni dei più importanti successi della sua carriera: vincerà infatti due volte il Campionato camerunense (1972 e 1973) brillando proprio in quegli anni anche nella Coppa dei Campioni d’Africa, senza tuttavia riuscire a vincerla. Nei suoi quattro anni di militanza nel Léopard sigla 89 gol in 117 partite.

Sarà grazie alle sue performance che arriverà, a 21 anni, la chiamata in Nazionale, compagine con cui, vedremo poi, si segnalerà come bomber implacabile. Milla, nel 1974, passa al Tonnerre de Yaoundé dove rimarrà tre stagioni (quindi sino al 1977) confermandosi cecchino infallibile: saranno 69 le reti in 87 partite. Proprio alla sua prima stagione con la sua nuova squadra vincerà il suo primo trofeo continentale: la Coppa delle Coppe d’Africa. Sarà nel 1976 che conseguirà la vittoria di un altro importantissimo alloro, questa volta personale: si tratta del Pallone d’Oro Africano. Milla ha 25 anni, la sua storia sembra già essere quella del campione maturo, invece siamo appena agli inizi di una carriera che ha ancora tanto da raccontare.

Nell’estate 1977 arriva l’occasione europea: viene acquistato dal Valenciennes, squadra francese che milita nella massima serie transalpina. L’esperienza durerà due anni, ma non sarà felicissima; infatti saranno appena sei i gol messi a segno. Nonostante la performance poco brillante arriva nel 1979 la chiamata del Monaco. Anche quest’esperienza non è tra le più positive: molti guai fisici lo limitano e così colleziona poche presenze ed appena 2 reti. In quell’anno però, seppur non da protagonista, vince il suo primo alloro europeo: la Coppa di Francia. Nel 1980 viene acquistato dal Bastia, dove rimarrà quattro anni. L’esperienza con la squadra corsa sarà positiva: nei suoi quattro anni di militanza siglerà 37 reti vincendo nel 1981 la sua seconda Coppa di Francia.

milla-monografie-wp1Intanto in questi anni con la sua Nazionale arriverà ad un traguardo storico: prima la qualificazione e poi la partecipazione ai Campionati del Mondo del 1982 In Spagna. I giocatori camerunensi diventeranno i “leoni indomabili” riuscendo a uscire dal Mondiale senza essere mai battuti, Milla ha 30 anni, nel primo match con il Perù segna pure una rete che però viene annullata. La sua squadra si prende il lusso di pareggiare con l’Italia che sarà poi Campione del Mondo.

Terminati i Mondiali spagnoli, Milla, sempre con la sua Nazionale, fa parte della spedizione camerunense ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984 siglando una rete nella sconfitta con la Jugoslavia. Sempre nel 1984 il Camerun con Milla protagonista vincerà la Coppa d’Africa. Intanto, dopo 7 stagioni nella massima serie francese il giocatore viene tesserato dal Saint-Etienne, club più titolato di Francia, tuttavia appena retrocesso in Ligue 2. In 2 stagioni segna 31 gol in 59 presenze, di cui 22 nella prima stagione strepitosa. Il biennio culmina con la promozione al secondo anno, dopo averla mancata l’anno precedente. Milla in quelloccasione è uno dei protagonisti assoluti della squadra, ma al termine del campionato, a 34 anni (1986), decide di rimanere ancora in Ligue 2.

Intanto sempre in quell’anno partecipa alla Coppa d’Africa con la sua Nazionale portandola alla finale, dopo la vittoria di due anni prima, poi persa con L’Egitto. Milla in quella Coppa d’Africa si laureerà capocannoniere della competizione con 4 reti. Nel 1986 passa quindi al Montpellier squadra impegnata nel campionato cadetto francese. Al primo anno segna 18 reti in campionato, trascinando la squadra alla promozione in Ligue 1. L’anno successivo sceglie di continuare con il club tornando nella massima categoria, dopo 3 stagioni di cadetteria. A 35 anni è ancora fenomenale anche nella massima serie, sigla 12 gol, dimostrandosi davvero importante per la salvezza, nonostante l’età avanzata. Intanto nel 1988 con il suo Camerun ha occasione per vincere la sua seconda Coppa d’ Africa e laurearsi per la seconda volta consecutiva capocannoniere del torneo. Nel 1989, alla sua terza stagione al Montpellier sigla 7 reti. Sarà questo il suo ultimo anno nel calcio francese. Nell’estate del 1989 saluta la Francia dopo aver vestito la maglia di 5 diversi club ed aver messo a segno la bellezza di 111 gol la maggior parte dei quali realizzati oltre il compimento del trentesimo compleanno.

A 37 anni abbandona il calcio importante con squadre di club e per la stagione 1989-90 si trasferisce nella tranquilla isola delle Réunion, situata nell’Oceano Indiano, per giocare nel club più titolato del Paese, il JS Saint-Pierroise, dove vincerà il titolo, secondo in carriera, 18 anni dopo quello con il Léopard de Douala conquistato in patria. Sembra avviato al tramonto della sua carriera, ma ci sono da scrivere ancora le pagine più belle della sua leggendaria carriera. Anno 1990, dopo aver lasciato la Nazionale del Camerun per sopraggiunti limiti anagrafici, succede l’incredibile. Pochi mesi prima dell’inizio del Campionato del Mondo il Presidente del Camerun, Paul Biya (badate bene il Presidente del governo locale, non della federazione calcistica), gli telefona per convincerlo a ritornare sui suoi passi e rindossare la maglia del Camerun per la spedizione italiana. Milla dopo vari tentennamenti accetta.

A 38 anni diventerà la stella di quel Mondiale. Sarà il trascinatore del Camerun, ma sarà anche una delle stelle dell’intera manifestazione mondiale. Nei 5 match giocati parte sempre dalla panchina, ma segna la bellezza di 4 gol, 2 doppiette alla Romania nel girone e alla Colombia agli ottavi nei supplementari, 2 vittorie straordinarie firmate Roger Milla che portano il Camerun addirittura ai quarti con l’Inghilterra (prima squadra africana della storia eguagliata solo dal Senegal 2002): gli inglesi passano in vantaggio, Milla si procura il rigore trasformato da Kundé e poi serve l’assist per Ekéké che vale il vantaggio, ma 2 rigori per gli inglesi (di cui uno molto dubbio) eliminano i leoni indomabili ai supplementari.

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Dopo l’exploit italiano Milla si trasforma da giocatore mitico ad autentico eroe nazionale. Grazie alle sue performance vincerà sempre nello stesso anno il suo secondo Pallone d’Oro Africano, esattamente 14 anni dopo il primo. Attenzione però, la storia non è finita. Dopo il Mondiale italiano lascia la Nazionale e torna a giocare in patria, esattamente nel Tonnerre de Yaoundé, l’ultimo club in cui aveva militato prima di trasferirsi in Europa. Rimane quattro anni e con questa maglia vincerà per la prima volta la Coppa del Camerun. Intanto succede l’incredibile: il Camerun, seppur indebolito dall’addio di molte stelle del Mondiale italiano, si qualifica per la Coppa del Mondo del 1994 negli Stati Uniti. Una petizione popolare chiede a Milla di rivedere la sua decisione e tornare a vestire la maglia verde dei Leoni. Ancora un periodo di riflessione e poi la grande scelta: Milla decide di prendere parte alla manifestazione iridata americana.

Il Camerun non ripeterà l’impresa di quattro anni prima, ma Milla segnerà un gol (quello della bandiera nella disfatta per 6-1 contro la Russia) che diventerà un record. Nessun giocatore infatti è mai riuscito nell’impresa di segnare una rete ai Mondiali a 42 anni. Sarà questo il suo ultimo squillo di tromba in Nazionale. Lascia il Camerun nel 1994 e firma per una squadra del campionato dell’Indonesia, il Pelita Jaja, dove resta due anni (dal 94 al 96) firmando 23 reti in 23 match e concludendo la sua gloriosa carriera a 44 anni suonati. Terminata la sua parentesi con il calcio giocato si è impegnato come ambasciatore per la causa africana nel mondo.

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