SERIE A 1980/81: JUVENTUS

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Il gol annullato a Turone avvelena il diciannovesimo titolo dei bianconeri.


LA SINTESI DEL CAMPIONATO

Il mercato ha vissuto in funzione degli stranieri, sui quali si sono riversate le migliori energie dei grandi club. Il girone di andata vede la Juventus ad andatura lenta e la Roma protagonista. In testa sin dalla prima giornata, la squadra rivitalizzata da Liedholm duella con l’Inter ed è campione d’inverno, con i nerazzurri secondi ad un punto. Il duello si interrompe sulla sconfitta nerazzurra a Napoli il primo marzo 1981 quando gli azzurri guidati da Marchesi escono dal guscio candidandosi al titolo.

Ma è la Juve a sorprendere tutti, innestando la presa diretta. Raggiunge in testa la Roma al ventesimo turno, se ne stacca al ventiduesimo, poi viene battuta dall’Inter a San Siro e risucchiata dai giallorossi. E’ una lotta a tre: alla venticinquesima giornata Juventus, Napoli e Roma sono in testa a 35 punti. Il Napoli perde in casa dal Perugia fanalino di coda mentre la Roma si ferma ad Ascoli. Chiuso sul nulla di fatto lo scontro diretto, la Juventus vince di stretta misura. Retrocedono Brescia e Perugia oltre alla già condannata Pistoiese.

I CAMPIONI

La Juventus che si aggiudica il campionato dei veleni deve molto più a se stessa che alla fortuna. Sì, la Roma ha perso il titolo per il gol annullato a Turone e il Napoli si è levato di mezzo con un’autogol di Ferrario contro il Perugia, ma le cifre parlano chiaro: la Juve ha chiuso con il massimo dei gol segnati e con il minimo di quelli subiti. Segno di valori autentici. Che si chiamano innanzitutto carattere di ferro, preparazione atletica, giuste motivazioni di tutta la rosa.

Così, una squadra partita con l’handicap per la mancanza di un attaccante da area di rigore è riuscita a sbaragliare l’intera concorrenza e pure a sovrastarla quanto ai gol segnati. Molto merito del successo va, oltre che al presidente Boniperti, ottimo “chef” del mercato, e al tecnico Trapattoni, maestro nel dosare gli ingredienti, all’irlandese Liam Brady, unico arrivo importante del mercato. Esile ma dal carattere di ferro, col sinistro fatato, il primo straniero juventino dopo la riapertura delle frontiere ha rappresentato la guida in campo e pure un ottimo goleador (8 centri).

Un regista di lusso, appoggiato dalla roccia Furino e dal gladiatorio Tardelli (7 gol) a centrocampo. In difesa, davanti alla sicurezza Zoff, un muro impenetrabile: due marcatori, i mastini Cuccureddu e Gentile, protetti dalla classe del libero Scirea, e l’incursore Cabrini, con 7 reti tra le “mine vaganti” della squadra. Il centrocampo ha vissuto in simbiosi con l’attacco, guidato da Bettega, uomo di raccordo, e da due esterni: a destra Causio ha denunciato il primo logorio e il giovane Marocchino, gran fisico e dribbling vincente, ne ha preso il posto con autorità: a sinistra, il fantasista Fanna ha chiuso il cerchio del gioco e dei gol. Per una squadra che non ha dato punti di riferimento agli avversari e ha tratto da rincalzi preziosi come Verza (che ha risolto la partita decisiva di Napoli) e Prandelli la linfa per superare le assenze sofferte lungo l’intero arco del torneo e un girone di andata negativo.


LA CLASSIFICA FINALE

Squadra Gio Pti Vit Par Sco GolF GolS DR
1 JUVENTUS 30 44 17 10 3 46 15 31
2 Roma 30 42 14 14 2 43 20 23
3 Napoli 30 38 14 10 6 31 21 10
4 Inter 30 36 14 8 8 41 24 17
5 Fiorentina 30 32 9 14 7 28 25 3
6 Cagliari 30 30 8 14 8 29 30 -1
7 Bologna (-5) 30 29 11 12 7 32 27 5
8 Catanzaro 30 29 6 17 7 24 27 -3
9 Torino 30 26 8 10 12 26 29 -3
10 Avellino (-5) 30 25 10 10 10 36 33 3
11 Ascoli 30 25 7 11 12 18 34 -16
12 Udinese 30 25 6 13 11 24 39 -15
13 Como 30 25 8 9 13 25 33 -8
14 Brescia 30 25 4 17 9 19 25 -6
15 Perugia (-5) 30 18 5 13 12 18 31 -13
16 Pistoiese 30 16 6 4 20 19 46 -27
In maiuscolo/grassetto la squadra Campione d’Italia, in rosso/grassetto le squadre retrocesse