Il 10 agosto 1984, allo stadio Porta Elisa, la Lucchese sconfisse il blasonato avversario con una prodezza del suo attaccante cresciuto nel vivaio milanista.
- Testo di Sergio Taccone (autore del libro “Storie di Cuoio. Pezzi scelti di calcio”, prefazione di Darwin Pastorin, Narrazioni Sportive, 2022).
Tra le perle indimenticabili del calcio d’agosto, relative agli anni 80, la rete dell’attaccante Beppe Folli contro il Milan occupa un posto di risalto. L’amichevole precampionato portò diecimila persone allo stadio Porta Elisa. Un forte temporale rese pesante il terreno di gioco. Nils Liedholm, a cui il presidente Giuseppe Farina aveva affidato l’operazione di rilancio del Milan, dopo l’anonima stagione precedente, presentò una squadra alquanto rimaneggiata.
Alle assenze dei nazionali olimpici Franco Baresi, Filippo Galli e Sergio Battistini, si aggiunsero i forfait delle due punte titolari (Hateley e Virdis). Il barone svedese schierò Terraneo in porta, Casiraghi, Russo, Tassotti e Cimmino in retroguardia, Di Bartolomei regista arretrato, spostando Evani all’ala sinistra e impiegando Carotti a destra, con Wilkins cervello di centrocampo, Manzo nella posizione di interno sinistro e Paolo Valori – detto il “Pablito rossonero” – nel ruolo di centravanti.

Alla vigilia della partita contro la Lucchese, Liedholm fu prodigo di dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Vi dico che Valori ha tutto per essere come Rossi. Se sto scherzando? No, io su certe cose non scherzo mai”. Liddas si riferiva a quanto mostrato in allenamento dall’attaccante ventiquattrenne: tocco di palla, intelligenza tattica, capacità di andar via in dribbling, senso della manovra e fiuto del gol. Umbro, di Città di Castello, lanciato dal tecnico Guido Mazzetti, Beppe Folli era arrivato al Milan su segnalazione di Silvano Ramaccioni.
La Lucchese, dopo il quarto posto nella stagione 1983/84, era stata affidata al friulano Giorgio Rumignani, il tecnico che alcune stagioni prima aveva portato il Mestre in C1 dopo aver vinto lo spareggio contro il Vigor Senigallia di Lidio Rocchi. A Lucca sperava nel bis. Il club toscano si era mosso bene nella campagna acquisti. Tra i nuovi arrivi c’era il difensore bolognese William Pederzoli, classe 1961, cresciuto nelle giovanili del club felsineo, passato alla Lucchese dopo la promozione in C1 con il Piacenza.

Tra i punti fermi dell’undici toscano c’era il portiere Alberto Dal Molin, fortissimo tra i pali ed eccezionale sulle uscite basse: una vera sicurezza. Un guardiapali destinato a restare nella storia della Lucchese. Tra i titolari inamovibili spiccavano anche il libero Roberto Arrigoni (detto “il filosofo”), Ugo Bronzini (ex Samb) e Beppe Folli, classe 1961, punto fermo in attacco della Lucchese, cresciuto nel vivaio del Milan. Fu quest’ultimo a firmare la vittoria di prestigio quel 10 agosto ’84.
Rumignani schierò Dal Molin, Arrigoni, Pederzoli, Fusini, Bardi, Biferari, Barducci, Monaco, Minuti, Bronzini, Folli. L’immutato fascino del Diavolo rossonero portò allo stadio Porta Elisa il pubblico delle grandi occasioni. A gestire la manovra milanista era Ray Wilkins. Sul versante difensivo destro rossonero, Casiraghi dovette fronteggiare le folate dei padroni di casa, con Tassotti spostato nel ruolo di libero e Manzo dislocato in una posizione più avanzata.

Il terreno inzuppato dal temporale rese tutto più complicato. La prima emozione la riservò l’ala sinistra Folli, vicino al gol in contropiede al quarto d’ora. Alla mezz’ora, lo stesso attaccante sciorinò una sforbiciata spettacolare: con Terraneo battuto, fu l’incrocio dei pali a negare il vantaggio, tra gli applausi del pubblico. La risposta della squadra di Liedholm fu affidata ad un illuminante lancio di Wilkins per Carotti: occasione sprecata malamente. Anche Di Bartolomei provò a dare qualità alla manovra del Milan. A francobollare Valori provvide Baldi, lo stopper schierato da Rumignani.
La Lucchese sfiorò il gol dopo una giocata veloce di Fusini: cross per la testa di Folli, in splendida elevazione, fuori di pochissimo. Nella ripresa, il numero 11 dei locali tenne banco con un’azione personale: Terraneo respinge il tiro e Bronzini mette fuori a porta sguarnita. Il gol arrivò un paio di minuti più tardi. Dopo un malinteso tra Tassotti e Cimmino, lo sgusciante Folli superava il guardiapali milanista, depositando di destro in rete. Avrebbe potuto concedere il bis l’attaccante nato a Locate Triulzi, la troppa foga lo portò a mancare il raddoppio. Nel taccuino del cronista rimase lo spazio per un’ultima occasione, capitata ancora a Carotti, anticipato di testa da Dal Molin.

L’autore del gol si regalò un bel compleanno che avrebbe festeggiato dodici giorni dopo. La parentesi al Milan di Beppe Folli era durata quattro anni, sfiorando l’esordio in prima squadra ed avendo all’attivo anche un ritiro precampionato con la prima squadra. Una prima punta classica, forte di testa e in acrobazia, Folli era approdato a Lucca nell’estate ’84, in comproprietà dal Milan.
Alla Gazzetta Lucchese ha ricordato il gol che decise quell’amichevole. “Fu bellissimo, stadio stracolmo, pioveva e segnai un gol che valse la vittoria contro il Milan. Lo stesso Liedholm si congratulò e chiese notizie su di me. Fui portato in trionfo a fine gara”. Attaccante dal fisico possente sempre pronto a lanciarsi in area avversaria, ancora oggi, a distanza di oltre quattro decenni, il suo gol contro il Diavolo occupa un posto di riguardo nelle memorie di cuoio della Lucchese.
- Testo di Sergio Taccone (autore del libro “Storie di Cuoio. Pezzi scelti di calcio”, prefazione di Darwin Pastorin, Narrazioni Sportive, 2022).