Mondiali 1982: ITALIA

Dietro le quinte del Mondiale

13 giugno

Barcellona, partita inaugurale, Belgio-Argentina 1-0. Sfortunato esordio del campione argentino Diego Armando Maradona proprio davanti al pubblico di Barcellona, squadra che lo ha appena acquistato: i tifosi blu-grana gli tributano, prima dell’incontro, applausi e ovazioni. La vigilia della partita è caratterizzata da una profonda tensione per i campioni del mondo in carica dell’Argentina: infatti il 1982 è l’anno decisivo della guerra delle Falkland-Malvinas tra argentini e inglesi e alcuni giocatori, tra cui Ramon Diaz, hanno dei parenti tra i soldati al fronte. 

14 giugno

Tordesillas, sede del ritiro della nazionale del Kuwait. I giocatori del Kuwait hanno fatto letteralmente impazzire sia i poliziotti di scorta, che il governo spagnolo ha messo a disposizione dei giocatori per tutelarli nelle ore di riposo, sia le stesse guardie del corpo arabe che li seguono quotidianamente (perfino negli spogliatoi). Infatti, senza dir niente a nessuno, gli atleti kuwaitiani si sono recati a Valladolid per accreditarsi in vista del primo impegno contro la Cecoslovacchia: poliziotti spagnoli e “gorilla” kuwaitiani sono riusciti a riprendere i “fuggitivi” solo dopo parecchio tempo. 

15 giugno
La Coruna, prima fase, partita del girone A: Perù-Camerun 0-0. Mancano pochi minuti al termine di una partita decisamente noiosa, quando all’improvviso, tra l’ilarità e lo stupore del pubblico, un cane scorrazza indisturbato sul terreno di gioco. L’arbitro austriaco Wohrer non si accorge dell’intrusione dell’animale, che, soltanto dopo qualche minuto, si decide a lasciare il campo. 
16 giugno

Valencia, partita del girone E, Spagna-Honduras 1-1. Sembrano funzionare i riti scaramantici adottati dai giocatori honduregni, tra cui quello di farsi benedire le bevande: in vantaggio già al 7′, i centroamericani si fanno raggiungere solo al 20′ della ripresa su calcio di rigore concesso dall’arbitro argentino Ithurralde e trasformato da Lopez Ufarte. 

17 giugno

Valladolid, partita del gruppo 4, Cecoslovacchia-Kuwait 1-1. Desta sensazione il pareggio ottenuto dai kuwaitiani contro i cecoslovacchi: proprio alla vigilia dell’incontro era giunta a Tordesillas, sede del ritiro della nazionale del Kuwait, la mascotte della comitiva: un cammello spedito via mare e giunto un po’ in ritardo in Spagna, ma, evidentemente, in tempo per portare fortuna… 

18 giugno

Vigo, prima fase, partita del girone A: Italia-Perù 1-1. Oltre che per la prodezza di Bruno Conti, autore di un fantastico gol, quella tra peruviani e italiani può essere ricordata anche per un episodio curioso e, senza dubbio, sfortunato, occorso all’arbitro tedesco Eschweiler. Al 20′ del primo tempo, due minuti dopo la rete di Conti, mentre l’azione si sta svolgendo a centrocampo, il peruviano Velasquez ha un difettoso controllo del pallone e, nel cercare di riconquistarlo, impatta violentemente contro l’arbitro. Quest’ultimo ruzzola a terra e rimane stordito per qualche secondo, procurandosi anche un taglio sulle labbra, perché proprio al momento dello scontro aveva il fischietto in bocca. Nulla di grave, comunque: bastano un paio di minuti per la ripresa del gioco. 

19 giugno

La Coruna, prima fase, partita del girone A: Polonia-Camerun 0-0. Il giocatore polacco Szarmach, che sostituisce Iwan al 26′, entra in campo con delle scarpe di fortuna, avendo dimenticate le sue in albergo, a Santa Cruz. “Szarmach è già in vacanza”, ha commentato il suo allenatore di club all’Auxerre, Guy Roux… 

20 giugno

Valencia, prima fase, partita del girone E: Spagna-Jugoslavia 2-1. Polemiche a non finire sull’arbitraggio del danese Lund Sorensen. Mentre la Jugoslavia è in vantaggio su gol di Gudelj, il direttore di gara decreta un calcio di rigore a favore degli spagnoli su fallo commesso chiaramente fuori dall’area di rigore. Non solo: dopo lo sbaglio del dischetto da parte di Lopez Ufarte, Lund fa ripetere il calcio di rigore, trasformato da Juanito. 

21 giugno

Valladolid, prima fase, partita del girone D: Francia-Kuwait 4-1. Resterà uno degli episodi più clamorosi dell’intera storia del calcio: al 79′, sul risultato di 3-1 a favore dei francesi, mentre questi ultimi sono in attacco, i giocatori kuwaitiani, sentendo un fischio simile a quello del fischietto dell’arbitro, si fermano, consentendo all’indisturbato Giresse di segnare il gol del 4-1. L’arbitro russo Stupar convalida la rete: a quel punto inizia lo show dei giocatori kuwaitiani, che, dopo aver cercato di spiegare all’arbitro di essere stati ingannati dal fatidico fischio, si ammassano sotto la tribuna dove è presente, tra gli altri, anche lo sceicco Fahd Al Ahmad, presidente della federcalcio del Kuwait, il quale minaccia di ritirare la squadra. Morale: Stupar annulla la rete di Giresse, il gioco riprende e i minuti conclusivi lasciano spazio al quarto gol francese siglato da Bossis. Una precisazione: lo sceicco Fahd Al Ahmad rimarrà vittima di un conflitto a fuoco con i soldati iracheni, nel 1991, durante la Guerra del Golfo. 

22 giugno

L’allenatore brasiliano del Kuwait, Carlos Alberto, oltre a essere preoccupato per gli infortuni occorsi a tre suoi giocatori, deve fare i conti con un altro problema ben più grave: l’inizio del Ramadan, ovvero il periodo di digiuno prescritto dalla religione musulmana. Alcuni giocatori, tra cui il portiere Al Tarabulsi, Sahad, Ma’yoof, Al Buloushi e Mahboub, hanno fatto sapere di non essere disposti a venir meno agli obblighi imposti dalla loro religione. 

23 giugno

Saragozza, sede del ritiro dell’Honduras. Il governo honduregno aveva prenotato una linea telefonica diretta tra il Paese e l’hotel in cui sono alloggiati i giocatori e gli altri componenti della squadra: l’euforia seguìta ai due pareggi (1-1) ottenuti con Spagna e Irlanda del Nord ha fatto sì che si scatenasse un continuo andirvieni all’interno dell’albergo, tanto che il CT Ucles ha deciso di far tagliare la linea telefonica, invitando i suoi a una maggiore concentrazione. 

24 giugno

Barcellona, sede del ritiro dell’Italia. Dopo aver rimediato la qualificazione ai quarti di finale con tre pareggi decisamente non esaltanti e, soprattutto, in seguito alle critiche rivolte loro dalla stampa italiana, i giocatori della nazionale italiana iniziano ufficialmente il silenzio-stampa: il capitano Dino Zoff sarà, da ora in poi, l’unica persona incaricata di rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. 

25 giugno

Bilbao, prima fase, partita del girone D: Inghilterra-Kuwait 1-0. Dopo la partita, decisa da un gol di Trevor Francis, il proprietario dell’hotel Tamarindez, sede del ritiro della nazionale inglese, ha fatto avere un gradito regalo ai calciatori britannici: infatti Jesus Maria Lazcano ha omaggiato ciascun atleta di una bottiglia di vino prodotto nell’anno in cui il giocatore è nato. 

26 giugno

Barcellona, sede del ritiro dell’Italia. Il presidente della Federazione calcio italiana, Federico Sordillo, nel corso di una conferenza stampa chiarisce la questione dei premi partita pattuiti con i giocatori azzurri. Si tratta di 20 milioni ciascuno in caso di qualificazione alla seconda fase del torneo mondiale: quindi finora i calciatori della nazionale hanno guadagnato la cifra concordata. 

27 giugno

Honduras, aeroporto di Tegucigalpa. Rientro trionfale della sorprendente nazionale honduregna, esclusa dalla seconda fase del torneo mondiale dopo aver pareggiato (1-1) con Spagna e Irlanda del Nord ed essere stata sconfitta dalla Jugoslavia (0-1) su calcio di rigore a tre minuti dalla fine. Non meno di 50.000 persone hanno accolto i loro beniamini, tra i quali non era presente il CT Chelato Ucles, rimasto in Spagna, pare per un possibile ingaggio da parte di qualche club iberico. 

28 giugno

Barcellona, seconda fase, partita del girone A: Polonia-Belgio 3-0. E’ la gara che segna la definitiva consacrazione di Zbigniew Boniek, autore di una tripletta contro i belgi. Pensare che, per consentire agli appasionati di calcio di assistere alla diretta televisiva della partita, era stata rinviata la consueta veglia di preghiere organizzata ogni ultimo lunedì del mese nella Basilica romana di San Lorenzo in Lucina, così come era stata posticipata, sempre a Roma, una conferenza con ben 1500 inviti organizzata dalla Sovrintendenza archeologica per l’Etruria Meridionale a Villa Papa Giulio III. 

29 giugno

Sarajevo. Alcuni tifosi della nazionale jugoslava, delusi per l’eliminazione al primo turno subìta dalla Jugoslavia al Mondiale spagnolo, hanno distrutto l’automobile del giocatore di “casa” Safet Susic, indicato come uno dei maggiori responsabili della debacle della squadra slava. 

30 giugno

Barcellona. E’ di oggi la notizia della richiesta di asilo politico inoltrata alle autorità spagnole da 25 tifosi polacchi, che erano al seguito della loro nazionale.

1 luglio

Milano. L’ASSIAL (Associazione italiana allevatori lombrichi) ha offerto al capitano della nazionale italiana, Dino Zoff, un milione di lombrichi per le prodezze finora offerte dal portiere azzurro. L’offerta è stata resa possibile grazie al concorso di numerosi lombricoltori italiani. 

2 luglio

Barcellona, seconda fase, partita del girone C: Brasile-Argentina 3-1. A dispetto di una netta affermazione della nazionale brasiliana sulla squadra di Menotti (capace, quest’ultima, di segnare il gol della bandiera con Diaz a un minuto dalla fine dell’incontro), va segnalato che il conto dei calci d’angolo è curiosamente a favore degli argentini: ben 13 i corner battuti da Maradona e compagni, neanche uno, invece, a favore di Zico e compagni. 

3 luglio

Barcellona. Cresce il numero di tifosi italiani a Barcellona, in seguito alla stupenda vittoria riportata dall’Italia contro l’Argentina, seguìta alle poco convincenti prestazioni offerte dalla squadra di Bearzot nella prima fase del Mondiale. Ora si presenta un problema per i tifosi azzurri, all’assalto di ristoranti e pizzerie a Barcellona: quello dell’orario dei posti di ristoro, che aprono soltanto in tarda serata e, comunque, a orari troppo tardi per le abitudini italiane: per questo motivo, i ristoratori barcellonesi stanno cambiando gli orari. 

4 luglio

Barcellona, seconda fase, partita del girone A: Polonia-Urss 0-0. La “partita de secolo” (così la definiscono i media polacchi) è stata seguìta alla televisione anche dal primate polacco Josef Glemp, che proprio nella giornata di domani è atteso da Papa Wojtyla a Roma. Tanto il Pontefice che lo stesso Glemp hanno trascorsi di sportivi praticanti: quest’ultimo ha praticato in gioventù il lancio del martello. 

5 luglio

Barcellona, seconda fase, partita del girone C: Italia-Brasile 3-2. La strepitosa vittoria riportata dall’Italia è costata cara al vicesindaco di Dumenza, località del Lago Maggiore, che aveva scommesso, in caso di vittoria dell’Italia, di percorrere a piedi una lunga salita di 10 chilometri tra Luino e Dumenza. 

6 luglio

Vigevano. Gli industriali di Vigevano, città famosa per le sue calzature, hanno deciso di conferire un premio speciale a Paolo Rossi per le tre reti segnate contro il Brasile: al centravanti azzurro saranno garantite scarpe di classe per tutta la vita. 

7 luglio

Barcellona. A distanza di tre giorni dall’ultima partita della seconda fase, che ha sancito l’esclusione dell’Urss dalle semifinali, la squadra sovietica non lascia intendere di voler abbandonare la Spagna e di tornare in Unione Sovietica. Gli organizzatori di Barcellona, del resto, hanno sempre trovato difficoltà con i russi, che si sono sempre rifiutati di comunicare i loro spostamenti. 

8 luglio

Siviglia, semifinale Germania Ovest-Francia 5-4 (dopo i calci rigore). Si tratta senza dubbio di una della partite più spettacolari del Mondiale. In vantaggio per 3-1 al termine del primo tempo supplementare, la Francia si fa raggiungere dalla Germania subendo i gol di Rummenigge e di Fischer. Non solo: nei calci di rigore l’errore dal dischetto del tedesco Stielike fa sperare i giocatori e i tifosi francesi, ma nella serie a oltranza l’errore del francese Bossis e il rigore trasformato da Hrubesch spianano la strada per la finale alla squadra allenata da Derwall. 

9 luglio

Siviglia, ospedale del “Sacro Cuore”. Viene dimesso il giocatore francese Patrick Battiston, infortunatosi la sera prima in un violentissimo scontro di gioco con il portiere tedesco Harald Schumacher: entrato da appena 6 minuti al posto di Genghini, Battiston si era trovato al 56′ a tu per tu di fronte al portiere avversario, che, nel tentativo di fermarlo, lo ha colpito duramente al volto. Risultato: rete tedesca salvata, due denti in meno per Battiston, costretto a lasciare il campo dopo una manciata di minuti dal suo ingresso. 

10 luglio

Roma, vigilia della finale Italia-Germania Ovest. Le strisce pedonali in via Oderisi da Gubbio, nel quartiere Portuense, sono state rese tricolori da alcuni tifosi azzurri, che hanno “allargato” le strisce bianche normali, verniciando ai lati altre due strisce, una rossa e l’altra verde. 

11 luglio

Madrid, finale Italia-Germania Ovest 3-1. Paolo Rossi, con il primo gol azzurro nella finale di stasera, si consacra capocannoniere di questi Mondiali. Proprio per celebrare il loro illustre concittadino, le autolinee di Prato hanno deciso di far coniare dall’artista fiorentino Bino Bini una speciale moneta che verrà utilizzata sugli autobus cittadini.