Mondiali 2006: ITALIA

La nuova Italia di Lippi

lippi-2006-0038dsasd-wp

Nonostante la clamorosa eliminazione ai Mondiali 2002, viene riconfermata la fiducia a Giovanni Trapattoni. La squadra, dopo un avvio difficile, reagisce bene e si qualifica agevolmente al dodicesimo campionato europeo che si gioca in Svezia. Pareggiò in chiaro-scuro per 0-0 all’esordio contro la Danimarca e per 1-1 contro i padroni di casa della Svezia, per poi concludere con una vittoria per 2-1 contro la Bulgaria. Cinque punti sarebbero potuti bastare, ma il pareggio per 2-2 tra Svezia e Danimarca (con evidente sospetto di “combine”) qualifica le due squadre scandinave in ragione del maggior numero di gol segnati a parità di differenza reti e a parità di punti. L’Italia è eliminata ancora una volta tra le polemiche e Trapattoni lascia (inevitabilmente) l’incarico.

A succedergli è Marcello Lippi, un inappuntabile curriculum come tecnico della Juventus sporcato da un’amara esperienza con l’Inter di Moratti. L’esordio del nuovo tecnico non avviene nel migliore dei modi. Il 18 agosto 2004 perdiamo 2-0 in amichevole a Reykjavík contro l’Islanda. Si parte così per le qualificazioni ai mondiali tedeschi del 2006 e l’Italia è inserita nell’agevole girone 5 assieme a Norvegia, Scozia, Bielorussia, Moldavia e Slovenia. Lippi riesce ben presto a compattare l’ambiente azzurro e con sette vittorie, due pareggi ed un’unica sconfitta (patita contro la Slovenia) stacca un facile pass per Berlino.

Nel maggio del 2006 esplode lo scandalo di Calciopoli. Lo sconquasso sul calcio italiano che si sta preparando ai Mondiali è totale: nel giro di pochi giorni arrivano le dimissioni del presidente della FIGC Franco Carraro, di uno dei suoi vice, Innocenzo Mazzini, del presidente dell’AIA Tullio Lanese e dei due principali dirigenti della Juventus, Luciano Moggi e Antonio Giraudo (seguite poi da quelle dell’intero consiglio d’amministrazione della società torinese). Dopo essere stato deferito dalla Procura federale, si dimette anche il presidente della Lega Calcio Adriano Galliani. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano decide così di commissariare la Federcalcio, nominando l’avv. Guido Rossi come commissario. Lo stesso Lippi, con un figlio procuratore implicato nello scandalo, non è esente da critiche ma rimane al suo posto.

L’avventura in terra tedesca parte quindi con i peggiori auspici possibili. L’immagine degli azzurri è gravemente compromessa e Lippi si trova tra le mani un gruppo di calciatori scarico e impaurito. Il modo per uscire dal tunnel, per restituire credibilita all’intero sistema, è uno solo: vincere il mondiale. Una sfida all’apparenza impossibile che parte contro il Ghana, esordiente ai Mondiali e forse per questo ancora più temuto.

L’Italia esordisce con Totti, Toni e Gilardino in attacco, e il trio si rende molte volte pericoloso. Dopo diverse occasioni fallite per degli ottimi interventi della difesa del Ghana, Toni stampa sulla traversa una palle che cade fuori dallo specchio della porta. Dopo una buona occasione per il Ghana, di poco fuori, è il momento del vantaggio dell’Italia, con Pirlo: il fantasista del Milan s’inventa un tiro da fuori area, che dopo aver attraversato come una palla fantasma molti giocatori, si insacca alla sinistra dell’impotente portiere Kingston. È il 40′ del primo tempo.

Nel secondo tempo, l’Italia cambia schema e si chiude in difesa, soprattutto dopo un magnifico tiro di Essien che costringe Buffon ad un grande intervento. Poco più tardi, Totti rimedia un calcio da Paintsil e Lippi lo sostituisce con Camoranesi. Il Ghana fa pressing sull’Italia, che si difende bene, ma rischia molto. Gilardino non ce la fa, e Lippi opta per mandare in campo Vincenzo Iaquinta. Dopo due brividi per l’Italia (Asamoah cade due volte in area, ma l’arbitro non decide per il rigore), nuovo cambio per l’Italia, Del Piero al posto di Toni. L’uscita della “torre” Toni costringe anche ad un cambio di schema: Iaquinta passa avanti, del Piero leggermente spostato all’indietro. Ed è da questa posizione avanzata che il giocatore dell’Udinese approfitta di un retropassaggio sbagliato di Kuffour: per Iaquinta è facile saltare il portiere e segnare il due a zero al minuto 83. La partita finisce qui: tre minuti di recupero non bastano al Ghana per segnare almeno il gol della bandiera.

Il 18 giugno è la volta degli Stati Uniti reduci dal pesante passivo di 3-0 rimediato contro al Repubblica Ceca. Succede tutto nel primo tempo. Dopo un inizio sofferto, l’Italia entra in partita solo al 22′: una punizione di Pirlo dalla destra raggiunge Gilardino che segna con un colpo di testa. Passano appena cinque minuti e, al 27′, gli Stati Uniti pareggiano a sorpresa grazie a un autogol di Zaccardo che, nel tentativo di liberare su una punizione tirata da Reyna, colpisce al volo di sinistro, spostando la palla nella propria rete. Al 28′, l’arbitro Larrionda manda negli spogliatoi De Rossi, reo di aver colpito McBride con una gomitata. Alla fine del primo tempo, il cartellino rosso è mostrato all’americano Mastroeni, per un fallo in scivolata da dietro su Pirlo. Al rientro dopo l’intervallo, è espulso anche Pope per doppia ammonizione, a seguito di un fallo su Girardino. La partita finisce 10 contro 9 tra isterismi vari.

Si arriva così al match contro la Repubblica Ceca, costretta a fare risultato dopo l’inopinata sconfitta contro il Ghana. Lippi come previsto rinuncia al bomber Toni per dar spazio a Camoranesi che insieme a Totti ha il compito di giocare a sostegno di Gilardino e cercare la via del goal. Al 16′ minuto sembra mettersi male per gli azzurri che già sotto sul piano del gioco e delle occasioni perdono per infortunio Nesta; al suo posto Materazzi. L’Italia costruisce poco ma al 30′ su un corner di Totti, proprio il difensore centrale dell’Inter con un perentorio stacco di testa trafigge Cech. 1 a 0.

Ripresa con più spazi per i nostri con giovamento soprattutto per Totti che al 7′ con un gran tiro da fuori costringe Cech al corner. Al 22′ esce Gilardino per Pippo Inzaghi all’esordio in questo Mondiale (il suo terzo). La partita finisce al 41′ quando proprio Inzaghi trova finalmente il corridoio giusto su assist di Perrotta e si presenta solo davanti a Cech superandolo. Gli ottavi di finale, obiettivo minimo, sono raggiunti. La squadra di Lippi vince, non impressiona ma non va mai sotto. Ora si spera nella crescita di Francesco Totti, nel recupero di Nesta e nella voglia di goal dei nostri attaccanti.