Quel gol di Bivi che avvicinò il Milan all’inferno

Marzo 1982, Catanzaro corsaro a San Siro contro il Diavolo con un gol dell’attaccante.

Mancava una settimana alla primavera ’82 ma per il Milan persisteva un inverno molto cupo. La partita che avrebbe dovuto avviare la risalita in classifica, allontanando i rossoneri dalla zona retrocessione, registrò l’ennesima stazione di una via crucis avviata sin dagli albori dell’annata 1981/82. In panchina, da due mesi, non c’era più Gigi Radice, esonerato dopo il ko interno contro l’Udinese. Italo Galbiati, a cui il presidente Giussy Farina aveva affidato la missione salvezza, dopo la vittoria “western” (copyright del grande Beppe Viola) contro il Bologna era incappato in una nuova sconfitta nel derby di ritorno, perso di misura con rete decisiva di Spillo Altobelli.

Nella settimana precedente la sfida contro i calabresi di Bruno Pace, Franco Baresi, tra i pochi a salvarsi dal naufragio stagionale, venne intervistato da Angelo Rovelli (Gazzetta dello Sport). “Resto anche in caso di retrocessione, il Milan mi ha dato molto e io devo ricambiare nel limite delle mie possibilità”, disse il libero rossonero. Contro i giallorossi di Calabria vincere era quasi un imperativo categorico. Il tempo si riduceva progressivamente, le partite a disposizione erano sempre meno, la salvezza una montagna troppo alta da scalare: continuare a balbettare avrebbe portato al suicidio calcistico.

A San Siro, il 14 marzo 1982, Galbiati schierò Piotti in porta, Icardi terzino destro al posto dell’indisponibile Tassotti, Maldera sulla fascia sinistra, Battistini in mediana, Collovati stopper e Baresi libero. All’ala destra agiva Buriani, con Novellino centrocampista con compiti offensivi, Antonelli unica punta, Moro in regia e Romano ala sinistra. Reduce quattro giorni prima da una sconfitta di misura contro l’Inter, nella semifinale d’andata di Coppa Italia, il Catanzaro tornava a San Siro puntando a centrare il risultato di prestigio contro il Milan. Recuperato Massimo Mauro, tra i migliori per rendimento, Pace schierò Zaninelli, Boscolo, Salvadori, Palese, Santarini, Peccenini, M.Mauro, Braglia, Borghi, Sabato, Bivi.

Diligente e tatticamente lucida, la squadra ospite si portò a casa l’intera posta in palio grazie ad una rete di Bivi dopo una ventina di minuti. Cross dalla destra di Mauro, ottima la sua prova, colpo di testa di Bivi smanacciato sul palo da Piotti, palla recuperata dal centravanti giallorosso, lesto a ribadire in rete anticipando Icardi e Baresi, tra la disperazione dei cinquantamila tifosi milanisti. Nei settanta di minuti a disposizione, il Milan non riuscì a trovare il pareggio, impegnando il guardiapali ospite, Zaninelli, solo in un paio di circostanze.

Il Diavolo fu carente, ancora una volta, in agonismo e determinazione. Nella ripresa, Galbiati inserì lo scozzese Jordan al posto del lentissimo Moro. Lo Squalo sfiorò il pareggio, mancando d’un soffio la porta calabrese, con un bel colpo di testa, a portiere battuto. Nel primo tempo, il più pericoloso dei rossoneri era stato Maldera, con un tiro deviato in angolo da Zaninelli. Al triplice fischio dell’arbitro pisano Redini, il dramma sembrò alle battute cruciali. Lo spettro della retrocessione allungava le mani sulle maglie rossonere, lacerandole in modo impietoso. L’intelligente piano tattico, allestito dall’allenatore del Catanzaro, aveva funzionato. Magistrale il commento di Beppe Viola:

“Il successo del Catanzaro ha indicato i veri colpevoli delle tristezze milaniste: i giocatori. La vittima? Il pubblico, anche oggi numeroso e appassionato. Il gol partita di Bivi è l’ultimo avviso per i milanisti, vicinissimi ormai alla retrocessione. La presunzione ma soprattutto la broccaggine hanno conciato per le feste il Milan al cui confronto il Catanzaro è sembrato una super squadra: mobile, ordinata, efficiente. Una lezione di calcio e professionalità ai dirimpettai. L’apporto di Jordan è stato migliore del solito ma non decisivo. Alla fine i conti del Milan: uno squallore”.

Per i rossoneri fu l’undicesima battuta d’arresto in ventidue partite. Un record negativo. Galbiati evidenziò la mancanza di carattere dei suoi giocatori: “Ho visto il più brutto Milan della mia gestione. Sono deluso e arrabbiato”. L’allenatore era ancora costretto a seguire la squadra dalla tribuna, in attesa della deroga per andare in panchina. A difenderlo fu Beppe Viola: “Finché Galbiati perdeva era tutto ok, appena ha vinto contro il Bologna è risultato irregolare. Fatti strani dell’italica palla”. Il presidente Farina invocò forza fresche: “Se serve facciamo giocare anche il custode del campo”. Per Francesco Zagatti, tecnico in seconda, la salvezza sarebbe passata da prove di carattere. Ida e Giulia Farina, le figlie del presidente, dichiararono alla Gazzetta: “Gioca meglio il Modena di nostro fratello”.

Suonarono quasi come una sentenza le parole di Fulvio Collovati, autore contro il Catanzaro di una delle sue migliori prestazioni stagionali: “C’è già la sensazione della B”. Mario Gherarducci (Corriere della Sera) sentenziò: “Sarebbe la prima retrocessione con le mani pulite”. Adalberto Bortolotti (Guerin Sportivo) parlò di “calvario del Diavolo”, aggiungendo: “Ad agitare un velo di tristezza è l’ennesimo capitombolo del Milan, povero Diavolo. Cinquantamila a San Siro per assistere ad un’altra tappa del calvario. Persino Pace, autore dell’ultimo oltraggio, è rimasto toccato, sino a dirsene sinceramente dispiaciuto”. La faccia lieta, indicata da Bortolotti, non poteva che essere quella di Bivi, al suo ottavo gol stagionale, “uno dei tanti giovani, dei nuovi talenti che fanno sperare in un futuro migliore”.

Buriani, Baresi, Maldera e il tecnico dei calbresi Pacea fine partita

Ad otto giornate dal termine del campionato, il ritardo del Milan dall’ultima posizione utile per salvarsi era di tre lunghezze (la vittoria valeva due punti). I tifosi si scagliarono anche contro il vicepresidente Gianni Rivera, chiedendo a Farina di cacciarlo. Venne invocato il ritorno di Radice. “L’hanno fatto fuori perché faceva lavorare i giocatori”, urlò un tifoso. Anche il più ottimista dei taumaturghi entrò in crisi dopo aver sentito Galbiati dichiarare: “Io non ho più ricette”. Abbandonarsi alla disperazione, in presenza di un simile malato, sembrò l’ovvia conseguenza dopo la sconfitta contro il Catanzaro. Un povero Milan, ricco soltanto di guai. Bortolotti chiuse così il suo commento sul Guerin:

“Il Milan ha sbagliato lo straniero, ha sbagliato l’allenatore, ha sbagliato prospettive, credendosi grande e comportandosi tale, quando la sua reale caratura era modesta. Ed è rimasto prigioniero di questa sua presunta grandezza, non rendendosi conto che bisognava cambiare registro per salvare il salvabile”.

Aria diversa in casa Catanzaro. Bruno Pace si godeva un successo di grande prestigio che sarebbe rimasto indelebile nella storia del club calabrese, in una stagione conclusa con un ottimo settimo posto, miglior piazzamento di sempre, in serie A, del Catanzaro. Una squadra che nel campionato 1981/82 raggiunse l’apice della sua storia calcistica dopo un’annata pregna di gioie ed emozioni. Pace, deceduto nel febbraio 2018, sfruttò nel modo migliore le caratteristiche dei giocatori che il presidente Adriano Merlo e il direttore sportivo Spartaco Landini gli avevano affidato. Massimo Palanca, passato al Napoli, era stato sostituito con Edi Bivi, giocatore proveniente dalla Mestrina, compagine di C2. Un attaccante che smentì tutti gli scettici, segnando 12 gol in campionato e piazzandosi al secondo posto nella classifica marcatori dopo il romanista Pruzzo. Inoltre, Bivi andò a segno cinque volte in Coppa Italia. In attacco, Pace capitalizzò sapientemente la velocità e il dribbling di Carlo Borghi; il centrocampista Antonio Sabato, ex Sambenedettese, si rivelò in grado di incidere anche in zona gol; Andrea Salvadori, prelevato dall’Empoli (C1), risultò tra i migliori terzini sinistri del campionato, non tralasciando Costanzo Celestini, convincente in mediana.

Nella rosa a disposizione dell’allenatore c’erano anche dei veterani in grado ancora di esprimersi come mastini affidabili: Claudio Ranieri, Tato Sabadini, Sergio Santarini, Giorgio Boscolo, Franco Peccenini e Piero Braglia. Il meno convincente fu il rumeno Viorel Nastase, primo straniero della storia del Catanzaro, che deluse nelle tre stagioni disputate con il club calabrese. Il pezzo più pregiato fu Massimo Mauro, un giovane che avrebbe fatto tanta strada e che nella stagione 1981/82 trovò la sua consacrazione.

Quel Catanzaro fece pelo e contropelo al Milan, già battuto all’andata – allo stadio Militare della città calabrese – con un nitido 3-0 e dopo una partita senza storia. Bellissimo il secondo gol, con azione di contropiede ad opera di Mauro, palla a Borghi che, superati con un dribbling i due centrali rossoneri (Collovati e Venturi), dribblava anche il portiere Piotti prima di depositare la palla in rete. A fine partita, proprio Piotti disse: “I nostri avversari venivano avanti come furie, era difficile controllarli”. Il quotidiano il Tempo titolò: “Un grande Catanzaro contro un piccolo Milan”. Renato Ferrari, addetto stampa del club rossonero, nel pezzo sulla partita aggiunse: “Finiva a fischi contro giocatori e dirigenza”. Kim (Kino Marzullo de l’Unità) non ebbe dubbi: “Avessero tenuto Radice, avrebbero potuto continuare ad attribuire a lui le colpe: non sa utilizzare Antonelli, fa stancare Jordan … Ma ora Radice non c’è più e le colpa, che diamine, a chi vuoi darla? Era meglio tenersi un colpevole sottomano”. Nella ridda di commenti non poteva mancare Oreste del Buono (Guerin Sportivo): “Essendo rimasto a Milano, ho preso la via di San Siro. Stop. Lasciamo perdere”.

In casa Milan tutto andò a rotoli. Una settimana dopo il ko interno contro il Catanzaro, i rossoneri vennero sconfitti anche a Como (2-0) nel derby delle derelitte. La pagina più avvilente di quell’annata disastrosa. “Attenti, non distruggete un mito”: lo striscione dei tifosi milanisti, Fossa e Brigata, esposto allo stadio Sinigaglia, suonò come un ultimatum. Ma questa è un’altra storia.

Domenica 14 marzo 1982, Stadio San Siro
Milan-Catanzaro 0-1
Marcatore
: 20′ Bivi
MILAN: Piotti, Icardi, Maldera III, Battistini, Collovati, Baresi II, Buriani, Novellino, Antonelli, Moro (46′ Jordan), Romano (30′ Venturi) – All.: Galbiati.
CATANZARO: Zaninelli, Boscolo, Salvadori, Palese, Santarini, Peccenini, M.Mauro, Braglia, Borghi, Sabato, Bivi – All.: Pace
Arbitro: Redini