Cruijff al Feyenoord: la vendetta di Johan
Tradito dal club che aveva reso leggendario, Johan Cruijff scelse la vendetta più crudele: vestire i colori del nemico acerrimo. Una stagione di pura rivalsa che cambiò per sempre il calcio olandese.
Tradito dal club che aveva reso leggendario, Johan Cruijff scelse la vendetta più crudele: vestire i colori del nemico acerrimo. Una stagione di pura rivalsa che cambiò per sempre il calcio olandese.
Il rammarico più grande nella storia del calcio olandese non sono forse le tre finali perse, ma il “what if” legato a Johan Cruijff commissario tecnico.
Mentre l’Olanda si dilaniava tra clan e gelosie di potere, la Germania Ovest mercanteggiava il prezzo della gloria: ecco il lato oscuro dei Mondiali 1974.
Nel febbraio 1989, il presidente rossonero smentì l’interessamento nei confronti dell’allenatore del Barcellona, ribadendo piena fiducia in Arrigo Sacchi.
Le partite d’addio sono una festa, con risultati equilibrati e spettacolo per il pubblico. Ma nel 1978, davanti a 55.000 tifosi dell’Ajax, i tedeschi ignorarono la tradizione umiliando i padroni di casa con un clamoroso 8-0.
Nel 1981, l’asso olandese sorprese tutti firmando per un club di seconda divisione spagnola. Questa breve e disastrosa avventura, motivata da denaro e ambizioni personali, lasciò il Levante in crisi finanziaria e sportiva.
L’amichevole tra granata e Feyenoord si disputò il 29 maggio 1984.
Ha trasformato una squadra considerata alla stregua del Lussemburgo in termini di calcio internazionale in una delle migliori di tutti i tempi, se non la migliore, e sicuramente la più grande a non aver mai vinto un Mondiale.
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