Mondiali 2010: SPAGNA

Spagna e Olanda in finale

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Robben realizza la rete del 3-1

Città del Capo ospita la prima semifinale tra Olanda e Uruguay, vera rivelazione dei mondiali. La classe delle due stelle oranje, Wesley Sneijder e Arjen Robben, fa la differenza consentendo all’Olanda di ritrovare la finale dei mondiali a 32 anni di distanza dall’ultima apparizione. L’Uruguay, sconfitto 3-2, non sfigura ed anzi esce a testa alta dal confronto, impensierendo per larghi tratti dell’incontro la compagine di Bert van Marwijk. Il risultato si sblocca al diciottesimo minuto: il capitano olandese van Bronckhorst scaglia un tiro dalla lunga distanza che si infila nell’angolino alto alla sinistra di Muslera. Al quarantunesimo risponde Forlán: anch’egli calcia da fuori area, sorprendendo Stekelenburg e trovando la rete del pari.

Ad inizio ripresa l’Uruguay sfiora il gol del vantaggio, complice un disimpegno sbagliato dal difensore Boulahrouz, che costringe il suo portiere all’intervento in scivolata al limite dell’area; la palla rimane agli uruguagi che non riescono a concretizzare, con gli olandesi che riescono a salvarsi in angolo. Forlán tiene sulle corde la retroguardia olandese, ma tra il 70′ ed il 73′ gli arancioni trovano l’uno-due decisivo: prima è Sneijder, che calcia dal limite dell’area un pallone che viene leggermente deviato da un difensore e finisce nell’angolo basso; successivamente tocca a Robben, che segna di testa in perfetta torsione su cross di Kuyt. Gli olandesi hanno nel finale alcune occasioni per arrotondare il risultato, ma non trovano il gol della sicurezza. Arriva così il recupero, nel quale Maximiliano Pereira trova la rete che rischia di riaprire l’incontro. Con poco affanno la retroguardia contiene gli ultimi assalti uruguagi e porta a casa la vittoria e l’accesso alla finale per la prima volta dopo Argentina ’78.

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Puyol batte Neuer e porta la Spagna in finale

La seconda semifinale, giocata al Moses Mabhida Stadium di Durban, designa come seconda finalista la Spagna, che batte di misura la Germania in una partita molto tirata e poco spettacolare. Al 6′ minuto David Villa è lanciato all’interno dell’area da Pedro, ma non riesce a superare Neuer; sette minuti dopo, Puyol di testa da posizione ravvicinata non centra la porta ed il pallone finisce alto. Al 31′, dall’altra parte è Trochowski, titolare per la defezione di Müller, ad avere una buona occasione, ma la sua conclusione da fuori viene deviata in angolo da Casillas. Nei minuti di recupero della prima frazione, Özil finisce a terra in area dopo un contatto con Sergio Ramos, ma il direttore di gara non concede la massima punizione.

Ad inizio ripresa, la Spagna prende in mano le redini del gioco e crea molte occasioni, non riuscendo mai a sbloccare il risultato: al 50′ ci prova Xabi Alonso da fuori area, calciando a lato di poco, otto minuti dopo Pedro impegna Neuer e sulla ribattuta Iniesta non controlla bene, sciupando un’ottima occasione. Al 63′ Sergio Ramos, per un contatto in area con Schweinsteiger, invoca il rigore, ma l’arbitro non lo concede. Al 69′ Kroos è ben imbeccato in area di rigore da un cross di Podolski, ma il suo tiro al volo è debole e Casillas non ha grandi problemi ad intervenire. Al 73′ il risultato si sblocca: sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Xavi, Puyol viene lasciato completamente smarcato in area di rigore; il difensore ha il tempo di prendere la rincorsa e staccare di testa indisturbato per superare Neuer. La Germania, dopo il gol subito si butta in avanti con la forza della disperazione, ma non crea occasioni di serio pericolo alla retroguardia iberica. All’82’ Pedro ha una grandissima occasione per raddoppiare, ma si intestardisce in un’azione personale, ignorando il compagno Fernando Torres libero. Dopo tre minuti di recupero, l’arbitro decreta la fine dell’incontro. La Germania, dopo la sconfitta contro l’Italia nel mondiale casalingo del 2006, esce di nuovo in semifinale. La Spagna raggiunge la prima finale mondiale della sua storia; solo nel 1950 la Roja si avvicinò così tanto al titolo, ma in quel caso si disputò un girone finale a 4 squadre per decretare il vincitore e fu l’Uruguay ad imporsi.