FRESIA Attilio: Il Genio anarchico
La storia del primo calciatore italiano in Inghilterra: un genio anarchico del pallone, capace di dribblare tram e cavalli per la città, squalificato ingiustamente per professionismo e morto a soli 32 anni.
La storia del primo calciatore italiano in Inghilterra: un genio anarchico del pallone, capace di dribblare tram e cavalli per la città, squalificato ingiustamente per professionismo e morto a soli 32 anni.
Baffi lunghi 25 centimetri, cronista della New York criminale, scalatore del Monte Bianco con un barboncino. Ah, e inventò il calcio: questa è la storia incredibile di Arthur Pember, il visionario dimenticato.
Nel museo del Genoa, tra le antiche pietre del Porto Antico, il calcio italiano svela le sue origini. Un viaggio nel tempo attraverso cimeli, trofei e storie che hanno plasmato il nostro pallone.
Torino, 1905. La Juventus conquista il suo primo scudetto grazie a due improbabili eroi: Jack Diment e James Squair. Due giovani scozzesi il cui viaggio in Italia si trasformerà in una leggenda calcistica.
Dalle fumose sale del Ristorante Orologio alla gloria del primo scudetto, scopriamo la nascita dell’Inter. Un viaggio attraverso due decenni di passione, rivalità cittadina e spirito cosmopolita che ha plasmato l’identità di un club leggendario.
Non fu solo un calciatore straordinario, ma anche un pioniere che contribuì a trasformare il calcio italiano da sport amatoriale a professione a tutti gli effetti.
La miniserie Netflix ha riportato l’attenzione sulle origini del calcio in Inghilterra. Pur non essendo un’opera storiografica, ha il merito di aver stimolato la curiosità di molti appassionati verso le radici del nostro amato football.
1912: due giovani calciatori accettano soldi per “tradire” la loro squadra, provocando il primo scandalo del calciomercato. Una storia che segna l’inizio dell’era del professionismo nel calcio.
Agli albori del novecento presero vita le prime Coppe che si proponevano di stabilire la migliore squadra d’Europa. Molti dei miti che avvolgono l’attuale competizione europea sono nati in quei pomeriggi nebbiosi di inizio secolo.
Cose che succedevano con l’attaccante belga Van Hege, che andava dal centro al campo di allenamento seguendo la velocità del tram – Un tifo solo per il Milan con l’inaugurazione nel 1926 dello stadio di San Siro e il prolungamento della linea 55
Nel 1910 per decretare il vincitore dello scudetto fu necessario lo spareggio tra Pro Vercelli ed Internazionale: la squadra piemontese, in polemica con la Federazione, per protesta mandò in campo una selezione formata da ragazzini tra gli 11 ed i 14 anni
Ancora oggi venerato come un eroe in Danimarca, Middelboe era un half-back abile e imponente che forgiò la sua fama nell’arena olimpica prima di lasciare il segno nella storia del calcio inglese.
I bianconeri finirono in fondo al girone piemontese nel campionato 1912-13. Ma si salvarono grazie a un «capolavoro di diplomazia»: la Federazione autorizzò l’iscrizione al gruppo… lombardo nella stagione successiva. Di qui partì la rinascita: nel torneo 1913-14, la squadra si sarebbe piazzata al quarto posto assoluto.
Dal «Tsu Chu» cinese al football britannico: tremila anni di amore tra uomo e pallone. Dalle nebbie inglesi di fine ottocento fino al Rio de la Plata, storia del calcio dagli albori al primo Mondiale.
Splendida intervista di Sentimenti II rilasciata al Corriere della Sera nei primi anni novanta. «Cochi interruppe il mio record di rigori parati, Primo mi portò via una fortuna alla Sisal»
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