Mondiali 1994: BRASILE

I Capocannonieri Stoichkov e Salenko

Rissoso e amabile, esplosivo eppure tanto sensibile da piangere come un bambino davanti al Papa. Così era (è) Hristo Stoichkov, uno che lo ami o lo odii. Uno per cui il mondo è bianco o nero, niente mezze misure perché nella sua ottica le tonalità sfumate non esistono. Aneddoto storico: è il 19 giugno 1985, Hristo ha diciannove anni e da sei mesi gioca nel CSKA di Sofia. La finale di Coppa contro il Levski finisce in rissa e lui è subito in prima fila. Insieme ad altri quattro sarà radiato a vita. Perde un anno, ma alla vigilia dei Mondiali dell’86 arriva l’amnistia, perché i dirigenti bulgari si rendono conto di non poter lasciare a casa il proprio fiore all’occhiello. Nel 1990 Stoichkov lascia il suo paese, dove ormai più che una celebrità è una istituzione. Ha vinto 3 titoli nazionali e 3 Coppe di Bulgaria. L’ultima stagione è quella del boom: con 38 reti si aggiudica anche la Scarpa d’Oro.

Lo agguanta il Barcellona, che gli aveva messo gli occhi addosso da un anno. Si fa subito conoscere anche nel calcio spagnolo: il 5 dicembre ’90, durante Barcellona – Real Saragozza, colpisce l’arbitro Azpitarte e si prende due mesi di squalifica. In campo, però, è un bomber eccezionale. La stagione ’91-92 è di grande raccolto per il Barca, che vince scudetto (il secondo di quattro consecutivi) e Coppa dei Campioni. Ma per Stoichkov l’anno delle meraviglie è il ’94, quello dei Mondiali americani.

La sua Bulgaria fa qualcosa di eccezionale eliminando ai quarti la Germania. Hristo segna il gol del pareggio su punizione, prima del raddoppio di Leichkov. Alla fine, la Bulgaria sarà quarta e Stoichkov capocannoniere con 6 reti. Il corollario è il Pallone d’Oro conquistato sul finire dell’anno. Ma il rapporto con Cruijff si guasta, il bulgaro rompe polemicamente e fa le valigie, destinazione Parma. Vivrà un anno da esiliato, con in testa la nostalgia di Catalogna. Segna cinque reti e torna al Barca. Ma stavolta la storia è cambiata. Stoichkov si ritrova chiuso da Ronaldo e Giovanni e partecipa in misura marginale al trionfo blaugrana, nella finale di Coppa delle Coppe contro il PSG. Nel gennaio del 1998 brevissima rimpatriata in Bulgaria con il CSKA Sofia (4 partite, 1 gol) per poi emigrare in Giappone con i Kashiwa Reysol: con i nipponici due stagioni (28 partite, 13 gol) vincendo una Coppa del Giappone. Chiude la sua carriera negli USA, disputando due stagioni con i Chicago Fire (15 gol in 35 partite di campionato) ed una con i D.C. United, con i quali CINCE uno scudetto statunitense. Si ritira dal calcio giocato nel 2003.

Perdonateci se non la consideriamo allo stesso livello di quella del leggendario Hristo Stoichkov, la performance di Oleg Salenko a Usa ’94. Per carità, di record si è trattato: cinque gol segnati in una sola partita della fase finale sono un bel gruzzolo, perché tutto sommato la strada della rete bisogna andarsela a cercare. Ma guai a dimenticare che quei gol il cannoniere russo li ha segnati in una partita a senso unico, che valeva parecchio per la Russia: avesse vinto largo, le speranze di ripescaggio sarebbero state alimentate in un girone in cui Brasile e Svezia erano già certe del passaggio agli ottavi. Il Camerun, insomma, sembrò piuttosto arrendevole in quell’incontro chiuso con uno squillante 6-1 per i russi, e già segnato dalla firma di Salenko a metà strada: in rete al 16′, al 40′ e su rigore al 44′. Ancora, due gol nel secondo tempo in tre minuti esatti (72′ e 75′), per la famosa cinquina-record.

Prima, Oleg aveva segnato il gol della bandiera nella sconfitta (1-3) contro la Svezia. In tutto, tre partite e sei reti: gran bella media, non fosse per quel risultato tennistico contro i leoni d’Africa, decisamente in letargo.
Resta comunque una meteora, Salenko, nel grande libro dei Mondiali, pur con quel suo record difficilmente ritoccabile. Al tempo della convocazione in Nazionale per Usa ’94, comunque, il bomber aveva già fatto parlare di sè oltreconfine. Faceva sfracelli nel Logrones, in Spagna. Di ritorno in Spagna dopo il boom di San Francisco si traferì al Valencia dove restò solo pochi mesi prima di passare, nel gennaio del 1995, in Scozia, nei Rangers, con i quali segnò 7 reti. Ebbe inizio un lento declino.

Ormai in rotta anche con il pubblico britannico, si trasferì in Turchia all’Instanbulspor, dove segnò 13 reti (11 in campionato, 2 in Coppa di Turchia). Nel marzo del 1997, però, un serio infortunio al ginocchio lo costrinse ad una difficile operazione, che segnò l’inizio della fine della sua carriera. Per due anni, infatti, scomparve dalla scena internazionale. Nel 1999 venne richiamato in Spagna per un provino con il Cordoba, che però si risolse in un nulla di fatto. Giocò la sua ultima stagione, 2000-2001, in Polonia nel Pogon Stettino. Questa l’incredibile carriera di Oleg Salenko: solo 8 presenze e 6 reti nella Nazionale russa, tutte nel mondiale 1994, ma tanto bastò per farlo entrare nella storia.

 

LA CLASSIFICA MARCATORI

6 – Stoichkov BUL, Salenko RUS
5 – Romário BRA, Klinsmann GER, R.Baggio ITA, K.Andersson SWE
4 – Batistuta ARG, Raducioiu ROM, Dahlin SWE
3 – Bebeto BRA, Caminero ESP, Bergkamp HOL, Hagi ROM, Brolin SWE
2 – Caniggia ARG, Amin ARS, Albert BEL, Letchkov BUL, Valencia COL, Goikoetxea ESP, Völler GER, Jong HOL, D.Baggio ITA, Hong Myung-ho KOR, Luis Garcia MEX, Amunike, Amokachi NGA, Dumitrescu ROM, Knup SUI
1 – Balbo, Maradona ARG, Al-Ghashiyan, Al-Jaber, Owairan ARS, Degryse, Grun BEL, E.Sánchez BOL, Branco, Marcio Santos, Rai BRA, Borimirov, Sirakov BUL, Embe, Milla, Omam Biyik CAM, Gaviria, Lozano, Beguiristain, Guardiola, Hierro, Salinas, Luis Enrique ESP, Matthäus, Riedle GER, Roy, Taument, Winter HOL, Aldridge, Houghton IRL, Massaro ITA, Hwang Seon-bong, Seo Jung-won KOR, Chamuch, Nader MAR, Bernal, Garcia Aspe MEX, Finidi, Siasia, Yekini NGA, Rekdal NOR, Petrescu ROM, Radchenko RUS, Brégy, Chapuisat, Sutter SUI, Larsson, Ljung, Mild SWE, Stewart, Wynalda USA
1 autorete – (Escobar COL per USA)