Mondiali 1986: ARGENTINA

Ritratti dei Campioni del Mondo

CARLOS BILARDO

Allenatore
Sia stato un genio, nel trovare la formula giusta per vincere lo sfiancante Mondiale da 24 squadre in altura, sia stato semplicemente fortunato per aver avuto il fenomeno Maradona, Bilardo è passato alla storia, riuscendo a centrare due finali consecutive dei Mondiali (la seconda, di nuovo con la Germania, persa a Roma nel 1990). Nato a Buenos Aires il 16 marzo 1938, fu giocatore di buone doti, mediano di spinta di San Lorenzo de Almagro, Deportivo. Espanol e infine Estudiantes la Piata, la squadra che perse dal Milan nella serata dei lunghi coltelli in Coppa Intercontinentale, col padre di Juan Sebastian Veron all’ala sinistra. La squadra con cui Bilardo aveva vinto scudetto, Coppa Libertadores e l’Intercontinentale nel 1968. Diventato allenatore nel 1971, vince lo scudetto nel 1982 con lo stesso Estudiantes (con cui aveva cominciato, prima di passare al San Lorenzo e al Deportivo Cali in Colombia) e nel febbraio 1983 Grondona gli affida la Nazionale argentina. Fautore di un gioco utilitaristico, poggiato su una difesa arcigna, vince il titolo mondiale 1986 osteggiato dalla critica e si ritira dopo il bis mancato quattro anni dopo. Medico con specializzazione in ginecologia e ortopedia, soprannominato “El Narigon” per il naso vistoso, non ha mai fatto mistero di avere assecondato in tutto Maradona (togliendo di mezzo giocatori sgraditi al “pibe”, come Ramon Diaz). E i risultati gli hanno dato ragione. 

Diego Armando MARADONA

Centrocampista, 7 presenze, 5 reti
Nato il 30 ottobre 1960, arrivò al Mondiale 1986 all’apice della forma e condusse la squadra alla vittoria dall’alto di una classe senza eguali. Cresciuto nelle “cebollitas” dell’Argentinos Juniors, passato al Boca Juniors, poi al Barcellona e al Napoli, lasciò l’Italia dopo una squalifica per doping (cocaina) e in patria subì l’arresto per droga. Fuoriclasse assoluto, capace di combinare magicamente l’arte di un sinistro senza eguali con rapidità e forza fisica richieste dal calcio moderno, è stato principe di tutti gli abissi. Nel suo sterminato palmares, oltre al titolo mondiale, uno scudetto argentino (Boca Juniors 1981), due scudetti italiani (Napoli 1987 e 1990), una Coppa Uefa (Napoli 1989), una Coppa di Spagna (Barcellona 1983), una Supercoppa di Spagna (Barcellona 1984), una Coppa Italia (Napoli 1987), una Supercoppa italiana (Napoli 1990), un titolo mondiale juniores (1979), due Palloni d’Oro del Sudamerica, cinque titoli di capocannoniere in Argentina e uno in Italia. Primatista di presenze ai Mondiali (21) assime a Matthäus, Seeler e Zmuda, dopo la prima squalifica ha allenato il Deportivo Mandyù e il Racing Avellaneda, per poi tornare a giocare con Siviglia e Newell’s Old Boys. Ai Mondiali 1994, ripresentatosi da disoccupato di nuovo in gran forma, veniva fermato dopo accecanti prodezze da una nuova squalifica per doping (dimagranti). Riprendeva un anno dopo nel Boca Juniors, con cui incappò in una nuova squalifica per doping. È stato, con Pelé e Di Stefano il più grande giocatore di tutti i tempi. 

José Luis CUCIUFFO

Difensore, 6 presenze, 0 reti
Nato nel 1961, fu una delle rivelazioni del Mondiale, cui approdò da sconosciuto. Terzino marcatore del Velez Sarsfield e del Boca Juniors, si dimostrò mastino abile e tempista. 

Sergio BATISTA

Centrocampista, 7 presenze, 0 reti
Nato nel 1962, pilastro difensivo soprattutto per l’abilità nel gioco di testa, si rivelò al Mondiale. Dal River Plate (con cui vinse l’Intercontinentale 1986) al Logrones e al Real Madrid, nel 1992 approdò in Italia all’Ancona, dove rimediò una brutta figura e fu subito rispedito in Argentina, dove tuttavia nelle file del Velez Sarsfield conquistò scudetto e Coppa America. 

Julio J. OLARTICOECHEA

Difensore, 7 presenze, 0 reti
Nato nel 1961, fu una delle rivelazioni del Mondiale, cui approdò da sconosciuto. Terzino marcatore del Velez Sarsfield e del Boca Juniors, si dimostrò mastino abile e tempista. 

José Luis BROWN

Difensore, 7 presenze, 1 rete
Nato nel 1956, libero all’antica, era disoccupato ai tempi del Mundial, eppure sostituì egregiamente l’infortunato Passarella, segnando anche un gol contro i tedeschi. 

Jorge BURRUCHAGA

Centrocampista, 7 presenze, 2 reti
Nato nel 1962, interno offensivo di ottime qualità e notevole carica agonistica, fu il grande protagonista della finale. Giocò in Francia, nel Nantes e poi nel Valenciennes, incappando nello scandalo-Marsiglia, con relativa squalifica. 

Ricardo GIUSTI

Centrocampista, 7 presenze, 0 reti
Nato nel 1956, mediano generoso e di grande capacità di concentrazione, venne deputato da Bilardo a “mordere” le caviglie dei costruttori di gioco avversari. 

Hector Adolfo HENRIQUE

Centrocampista, 5 presenze, 0 reti
Nato nel 1962, trascinatore del River Plate, era interno di grande impeto e resistenza fisica. 

Jorge VALDANO

Attaccante, 7 presenze, 4 reti
Nato nel 1955, attaccante di grande eclettismo e generosità, non si risparmiava nei rientri a centrocampo ed esibiva doti tecniche notevoli. Per anni colonna del Real Madrid. 

Ricardo BOCHINI

Centrocampista, 1 presenza, 0 reti
Nato nel 1954, è stato una leggenda del calcio argentino, con la maglia dell’Independiente Avellaneda, con cui è stato tra l’altro campione intercontinentale nel 1973, realizzando l’unico gol nella partita con la Juventus. I tre minuti concessigli da Bilardo contro il Belgio furono un omaggio alla carriera. 

Nestor CLAUSEN

Difensore, 1 presenza, 0 reti
Nato nel 1962, discreto difensore dell’Independiente, fu una comparsa al Mondiale. 

Oscar GARRE'

Difensore, 4 presenze, 0 reti
Nato nel 1956, difensore offensivo, fu il terzino sinistro nei primi incontri, prima di lasciare il passo a Olarticoechea. 

Pedro Pablo PASCULLI

Attaccante, 2 presenze, 1 reti
Nato nel 1960, attaccante di buon palleggio e opportunismo, è stato centravanti del Lecce dal 1985 al 1992, tra A e B. 

Carlos TAPIA

Attaccante, 2 presenze, 0 reti
Nato nel 1962, era attaccante agile e incisivo, ma fu semplice rincalzo al Mondiale. 

Marcelo TROBBIANI

Attaccante, 1 presenza, 0 reti
Nato nel 1955, attaccante di modesta dimensione tecnica, si vide regalare un minuto “mundial” nella finale. 

LE RISERVE

Sergio Almiron (centrocampista); Daniel Passarella (difensore); Luis Islas (portiere); Hector Miguel Zelada (portiere).