Mondiali 1986: ARGENTINA

Dietro le quinte del Mondiale

31 maggio

Città del Messico. Dopo due settimane di ritiro, il CT belga, Guy Thys, ha permesso a tutti i suoi giocatori di trascorrere un’intera giornata nella capitale messicana assieme a mogli e fidanzate. Rientro in serata a Toluca, sede del ritiro della nazionale belga. 

1 giugno

Guadalajara, prima fase, partita del girone D: Brasile-Spagna 1-0. Svista dell’arbitro australiano Bambridge: quando il risultato è ancora sullo 0-0, un gran tiro di Michel colpisce la parte inferiore della traversa brasiliana e rimbalza una spanna oltre la linea della porta difesa da Carlos. Il direttore di gara nega che si tratti di gol. La partita viene decisa da una rete di Socrates. 

2 giugno

Queretaro, sede del ritiro della nazionale tedesca. Al contrario di quanto avvenuto nelle precedenti edizioni del Mondiale, non sono presenti le mogli dei giocatori tedeschi. Il motivo è da ricercare nel fatto che le spese di soggiorno delle compagne dei 22 di Germania sarebbero a carico di questi ultimi, che, così, hanno deciso di non “convocarle” in Messico. 

3 giugno

Città del Messico, ristorante “El Viejo”. La squadra argentina, reduce dalla vittoria riportata la sera prima contro la Corea del Sud (3-1), festeggia l’evento in un locale di proprietà dell’ex nazionale argentino Cremaschi. 

4 giugno

Irapuato, sede del ritiro della nazionale sovietica. Continua a far sensazione la larghissima vittoria riportata dall’Urss contro l’Ungheria (6-0): nell’odierna conferenza stampa, a un giornalista che faceva insinuazioni sul contenuto delle boracce passate dalla panchina russa ai suoi giocatori, così ha risposto Nikita Simonian, dirigente-portavoce della nazionale: “Semplice: contengono acqua pura”. 

5 giugno

Guadalajara, sede del ritiro della nazionale brasiliana. Nel campo dove si allena la nazionale di Telè Santana per la prima volta è stato dato libero accesso ai sostenitori del Brasile: la conseguente caccia agli autografi ha costretto però il CT dei verde-oro a rinunciare all’ultima parte dell’allenamento, quasi interamente dedicata ai portieri. 

6 giugno

Monterrey, sede del ritiro del Portogallo. Mentre si sta concludendo l’allenamento, si infortuna il portiere titolare dei lusitani, Manuel Bento. Gravissimo l’infortunio riportato: frattura del perone e, di conseguenza, Mondiale finito per lui. Nella partita di domani contro la Polonia sarà chiamato a sostituirlo Damas, portiere 38enne dello Sporting Lisbona. 

7 giugno

Queretaro, sede del ritiro della nazionale tedesca. Il portiere della Germania, Schumacher, ha un sosia nell’albergo dove alloggia la squadra tedesca. Per di più, anche il sosia di Schumacher gioca nel ruolo di portiere, seppur da dilettante. Mathias Riefer, questo è il suo nome, ha giocato nella squadra di Hong Kong e ora milita nel Mayence (terza divisione francese). Capelli biondissimi e un po’ cotonati, baffetti curati, Riefer si diverte ad accogliere gli auguri per la partita che domani vedrà impegnata la Germania Ovest contro la Scozia. 

8 giugno

Nezahualcoyoti, prima fase, partita del girone E: Danimarca-Uruguay 6-1. Dopo il netto successo danese, propiziato da una grande prestazione di Laudrup e Elkjaer (autore di una tripletta), i dirigenti della FIFA sono intenzionati a fare entrare negli spogliatoi della nazionale vincitrice soltanto i giornalisti dei Paesi delle quattro squadre del girone E. Pronta la protesta del capitano danese Morten Olsen, il quale minaccia di non far entrare nessuno nel caso in cui l’invito non venga esteso ai giornalisti di qualsiasi Paese. 

9 giugno

Iraputo, prima fase, partita del girone C: Francia-Ungheria 3-0. Finisce mestamente il Mondiale degli ungheresi, sconfitti, oltre che oggi dalla Francia, dall’Urss (0-6) e capaci di piegare (2-0) solo il modesto Canada. Alle telefonate giunte dall’Ungheria per chiedere se la scarsa vena dei giocatori magiari fosse dovuta alla cattiva alimentazione, è stato fatto sapere che nell’hotel dove alloggiava la nazionale ungherese era presente il cuoco “campione mondiale di cucina”, Mario Rudolph. 

10 giugno

Città del Messico. Rapina subìta da un giornalista della stampa francese da parte di un taxista, che lo stava portando al centro stampa dopo aver assistito alla partita vinta dall’Argentina contro la Bulgaria. Il rapinatore è stato successivamente arrestato e si è giustificato dicendo che aveva agito in quel modo per poter comprare il cibo per i suoi figli. 

11 giugno

La squadra sovietica, dopo aver conquistato l’accesso agli ottavi di finale, è ancora in difficoltà perché non ha ancora trovato una sistemazione a Puebla. I russi speravano di subentrare agli italiani nella “Meson del Angel”, ma gli azzurri hanno fatto sapere che non se ne andranno fino alla partita degli ottavi di finale con la Francia. 

12 giugno

Guadalajara, prima fase, partita del girone D: Brasile-Irlanda del Nord 3-0. Nonostante i tre gol subìti (doppietta di Careca e gol di Josimar) si tributano i festeggiamenti al portiere nord-irlandese Pat Jennings, che oggi, oltre a compiere 41 anni, colleziona la presenza numero 119 in nazionale. 

13 giugno

Chetumal. Il direttore dell’Istituto di Cultura della città ha scoperto che la biblioteca cittadina era stata trasformata in un centro di raccolta delle scommesse clandestine. Libri ed enciclopedie erano stati ammassati in cantina per far posto a un bancone con bevande alcoliche, a due televisori per seguire le partite e a sedie per 200 persone che scommettevano sugli incontri. 

14 giugno

Guadalajara, sede del ritiro della nazionale brasiliana. Opera di soccorso da parte di Zico nei confronti del medico della squadra verde-oro, dottor Neylor Lasmar, che non è riuscito a tenere il passo del fuoriclasse durante i consueti giri di campo che fanno parte del programma di allenamento. Mentre stava correndo a fianco di Zico, Lasmar si è improvvisamente accasciato al suolo, vittima di un leggero malore: Zico ha subito soccorso il medico e, quando ha capito che non si trattava di nulla di grave, ha scherzato con Lasmar. 

15 giugno

Queretaro, sede del ritiro della nazionale danese e di quella spagnola. Spagna e Danimarca, prossime avversarie, non solo si trovano a dividere la stessa località, ma, addirittura, lo stesso complesso alberghiero. Questo comporta che i giocatori delle due nazionali debbano dividersi i locali dell’hotel: l’unico problema sembra essere quello della condivisione della piscina… 

16 giugno

Puebla, vigilia della partita degli ottavi di finale Argentina-Uruguay. Clima infuocato tra argentini e uruguagi reso ancor più teso da alcune dichiarazioni rilasciate da Maradona (“Temo l’Uruguay, perché è una squadra di picchiatori”) e dalla replica del CT uruguagio Borras: “Se Diego si preoccupa, vada a giocare con le bambole”). 

17 giugno

Città del Messico, ottavi di finale, Francia-Italia 2-0. Dichiarazioni del dopo-partita rilasciate da Platini, capitano della nazionale francese e giocatore di punta della Juventus: “E’ un successo solo a metà: sono contento per me e per tutti i francesi. Sono triste per i miei amici italiani: ho letto nei loro occhi tanta delusione”. 

18 giugno

Guadalupe, Santuario della Basilica. Continuano più intense del solito le processioni dei fedeli messicani che vanno a pregare affinché la nazionale ottenga buoni risultati nel Mondiale. Mentre persone di ogni ceto sociale recitano orazioni, monsignor Ramo Godinez Flores raccomanda che “il calcio non degeneri in fanatismo”. 

19 giugno

Guadalajara. E’ di oggi la notizia di una lamentela ufficiale rivolta da alcuni tifosi all’indirizzo degli albergatori della città messicana, rei, secondo i consumatori, di praticare, man mano che il torneo mondiale procede, un sensibile aumento dei prezzi delle camere. Un esempio: una camera offerta normalmente all’equivalente di 50.000 lire, in questi giorni costa l’equivalente di 200.000 lire. Questo folle rialzo dei prezzi sta obbligando alcuni tifosi a fare le valigie e a tornarsene a casa. 

20 giugno

Guadalajara, sede del ritiro della nazionale brasiliana. L’allenamento del Brasile è stato turbato da un incidente diplomatico-calcistico tra un dirigente della Seleçao e alcuni operatori della Tv di Stato francese. Questi ultimi stavano filmando ai bordi del campo la partitella di allenamento titolari-riserve, quando, improvvisamente, il vicepresidente della Federazione brasiliana, Nabi Abi Chelid, ha chiesto con maniere forti la cassetta filmata. Al rifiuto dei giornalisti francesi, confortati dalla solidarietà dimostrata dai colleghi brasiliani, è seguìta una discussione piuttosto accesa, che, tuttavia, è quasi subito cessata. 

21 giugno

Guadalajara, quarti di finale, Francia-Brasile 4-3 (dopo i calci di rigore). La roulette dei calci dal dischetto è stata resa necessaria dopo che sia i 90 minuti regolamentari che i tempi supplementari erano terminati sull’1-1. Pensare che il compleanno di Platini, autore del pareggio francese nei tempi regolamentari, stava per essere rovinato dall’errore da lui commesso proprio nella serie dei tiri dagli undici metri: fortunatamente per la Francia, Julio Cesar colpisce il palo dopo aver spiazzato il portiere francese Bats e, nell’ultimo e decisivo rigore, è Fernandez a insaccare e a regalare il passaggio alle semifinali alla sua nazionale. 

22 giugno

Città del Messico, quarti di finale, Argentina-Inghilterra 2-1. Oltre che per il famigerato gol di mano di Maradona e, anche, oltre che per il secondo gol realizzato dal “Pibe” che può essere considerato come uno dei più belli mai siglati in tutta la storia del calcio, la partita annovera un curioso episodio, che vede protagonista, ancora una volta, Maradona. Primo tempo, calcio d’angolo a favore degli argentini, a battere il corner va, come di consueto, Maradona. Dopo aver chiesto invano spazio ai fotografi, il capitano dell’Argentina, allo scopo di recuperare centimetri preziosi per poter battere più agevolmente il calcio d’angolo, estrae l’asta della bandierina dalla sua buca e la getta a terra. Il guardalinee costaricano Berny Ulloa Morera invita immediatamente il “Pibe” a rimettere l’asta nella buca, cosa che Maradona fa: nell’operazione, tuttavia, si sfila la bandierina dall’asta. Inflessibile, il guardalinee ordina al giocatore di risistemare la bandierina. Ma invece di infilarla, Dieguito l’appoggia semplicemente: nemmeno così Ulloa Morera si accontenta, al che Maradona, finalmente, infila nella pertica il drappo giallo, consentendo così la ripresa del gioco. 

23 giugno

Guadalajara. Il centrocampista brasiliano Elzo è stato oggi premiato dall’emittente Radio Globo quale miglior giocatore dei Mondiali: a Elzo, che ha battuto, in questo referendum, il compagno di squadra Alemao, va in premio un’automobile. 

24 giugno

Pescara. L’enologo pescarese Carmine Festa ha oggi dichiarato di regalare 1000 bottiglie di vino abruzzese al primo goleador della finale di questo Mondiale. Non è, questa, la prima iniziativa: in Spagna fu Rossi a vincere questo particolare premio. 

25 giugno

Guadalajara, semifinale Germania Ovest-Francia 2-0. Durante l’incontro, che ha regalato ai tedeschi il passaggio in finale, a sudare abbondantemente non sono stati i soli giocatori o la terna arbitrale, quanto, piuttosto, la baby sitter di casa Rummenigge: Andrè, Roman e Ricarda, tutti figli di Kalle, hanno messo a dura prova la giovane altoatesina Brigitte Dorigoni… 

26 giugno

Queretaro, sede del ritiro tedesco. Desta qualche preoccupazione la botta rimediata dal terzino tedesco Briegel, che, scendendo ieri sera la scaletta che porta agli spogliatoi al termine dell’incontro vinto dalla Germania contro la Francia, è scivolato battendo violentemente la spalla destra: pare che non si tratti di nulla di grave. 

27 giugno

Bonn. E’ di oggi l’annuncio, dato dal Ministro delle Poste della Germania Ovest, Christian Schwarz Schilling, dell’emissione di un francobollo speciale in occasione della finale di coppa del Mondo, raffigurante un calciatore stilizzato e riportante una didascalia con riferimento alla qualificazione alla finale della squadra tedesca. 

28 giugno

Città del Messico, vigilia della finale Argentina-Germania Ovest. E’ di oggi la decisione, presa dalla Fifa, di far indossare la maglia di riserva, color verde oliva, ai giocatori tedeschi: la notizia non è stata ben accolta da Rummenigge e compagni. 

29 giugno

Buenos Aires. Mentre a Città del Messico si sta svolgendo la finale Argentina-Germania Ovest, nella capitale sudamericana, a Calle Josè Luis Cantilo n° 4575, “Dona Tota”, madre di Maradona, assiste alla partita davanti al televisore di casa. Con una particolarità: Dona Tota vuole accanto a sé soltanto i figli, rifiutando amici, giornalisti e conoscenti. Questa la motivazione: “Quando resto sola davanti alla tv, Diego trionfa sempre”. Detto fatto: Argentina batte Germania 3-2.