Mondiali 1986: ARGENTINA

E l'Italia va...

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Scialbo pareggio tra Italia e Argentina. Sopra, Maradona e Bagni

 

Quando Italia e Argentina devono incrociare i bulloni, per gli azzurri è già fatica. Bearzot conferma gli undici della Bulgaria. La fortuna sembra dalla loro parte, quando, dopo pochi minuti, una leggerezza di Burruchaga, aiutatosi in area con la mano per controllare un pallone di Garré, provoca il calcio di rigore. Altobelli trasforma con freddezza. Bearzot ha messo Bagni sul compagno di club Maradona, anziché Bergomi (ideale seguito del Gentile spagnolo), in base a un calcolo psicologico oppostamente valutato dai critici: chi lo considera un errore madornale, per la riserva mentale destinata a frenare le chiusure del mediano azzurro, chi invece plaude all’idea, capace di frenare proteste e drammatizzazioni di Maradona per gli interventi dell’amico. Il problema, tuttavia, è che proprio la cura particolare di Diego impedisce a Bagni di dare una mano al centrocampo azzurro, che sconta la giornata no di De Napoli e il grigiore di Di Gennaro.

Così, nonostante la ritrovata vena di Bruno Conti, gli azzurri a poco a poco rinunciano al gioco, chiudendosi a difesa del vantaggio. Che si infrange su una nuova esitazione di Galli: Maradona, servito da Valdano in area, sul lato sinistro, supera in tromba l’incerto Scirea e, mentre il portiere azzurro accenna all’uscita per poi fermarsi come inchiodato a terra, con una prodezza balistica aggira in pallonetto la mano protesa dell’estremo difensore insaccando sul palo opposto. Il tempo si chiude su un bel tuffo di testa di Valdano, che manda fuori da pochi passi un centro dello stopper Ruggeri. Nella ripresa, l’astensione diventa il convitato di pietra del match, dopo il sussulto provocato dal palo colto da Conti su assist di testa di Altobelli. Bearzot sostituisce quasi subito lo stesso Conti con Vialli, attaccante puro nella Samp, tornante in azzurro. La partita si trascina stancamente in un confuso abbraccio generale, che risparmia rischi all’Italia, ma la costringe anche a dover vincere a tutti costi con la Corea del Sud.

Il 10 giugno, ancora sotto il cielo terso di Puebla, Bearzot resta fedele allo schieramento tipo, con l’unica obbligata variante di Collovati in luogo di Bergomi, sostituito sulla linea dei terzini da Vierchowod. I coreani (capaci tra l’altro di imporre alla Bulgaria lo stesso risultato colto dall’Italia: 1-1) corrono molto, a dispetto dei fantasmi dell’altura, ma valgono molto meno dei nostri, pur denotando buone capacità offensive grazie soprattutto a Cha Bum Kun, professionista in Germania Ovest. L’Italia potrebbe andare subito in gol, se Di Gennaro non si impappinasse sciaguratamente su un pallone ballonzolante a pochi passi dalla porta vuota. Poi è Altobelli, ancora in gran forma, a concretizzare l’evidente superiorità azzurra: raccoglie di petto un cross di Di Gennaro, finta col sinistro mettendo a sedere un difensore e il portiere e al fin della licenza tocca dentro morbidamente di destro. Una splendida prodezza in un fazzoletto.

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Italia-Corea del Sud 3-2: Altobelli e Chung Yong-Hwan

Ce ne sarebbe per una goleada, ma la paura e forse l’affanno dell’altura, oltre alle botte dei coreani, impediscono ai nostri di raddoppiare. Persino quando (36′) lo stesso scatenato Altobelli viene messo giù in area guadagnando il rigore, che lo stesso Spillo calcia sul palo. Nella ripresa i peggiori fantasmi sembrano concretarsi, quando Choi Soon Ho indovina un tiraccio dal limite dell’area che sorprende lo sfortunatissimo Galli. Bearzot toglie Bagni per Beppe Baresi, poi Galderisi, su punizione di Di Gennaro, tocca in assist ad Altobelli, che finalmente raddoppia. Pochi minuti dopo, per anticipare lo stesso Altobelli, il difensore Cho Kwang Rae in scivolata trafigge il proprio portiere. C’è ancora il tempo per la beffa di un nuovo gol coreano, su una semirovesciata di Huh Jung Moo, a seguito di un colpo di testa di Choi Soon Ho mal governato dalla difesa azzurra. La difesa di Bearzot chiude la prima fase con quattro gol subiti in tre partite: un dato decisamente allarmante.

A Città del Messico, l’Argentina ha sbrigato facilmente la pratica-Bulgaria, così conquistando la prima piazza e il diritto a evitare la Francia campione d’Europa per il più comodo Uruguay. Per l’Italia, la prospettiva di affrontare i campioni continentali assume contorni non proprio tranquillizzanti, alla luce delle lacune difensive e in attacco, dove, dopo il positivo debutto, Galderisi è sparito di scena.