Mondiali 1986: ARGENTINA

L'Argentina al tempo di Maradona

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L’Argentina stende anche il Belgio in semifinale

Ben tre squadre delle quattro sopravvissute sono europee: a differenza del 1970, la tanto temuta altura non ha premiato i ritmi sudamericani. A Città del Messico l’Argentina parte col vento in poppa, Maradona inventa subito un favoloso tiro da fuori, su cui Pfaff respinge di pugno alzando a campanile: Valdano insacca col braccio destro e l’arbitro annulla. Il Belgio come al solito controlla più che azzardare attacchi a pieno organico e la stessa Argentina fa fatica a districarsi nella ragnatela di Thys. La sua fortuna è di avere comunque un grimaldello: Maradona. Che in avvio di ripresa rompe gli indugi e vince da solo la partita. Difficile scegliere il più bello tra i suoi due gol. Il primo è un lampo accecante: lanciato in corsa in piena area, sul lato destro, il “pibe”, con l’avversario alle costole, inventa un esterno sinistro in corsa al volo che folgora Pfaff.

Poi fa il bis del secondo gol agli inglesi: parte col pallone incollato al sinistro, beffa in sequenza quattro avversari, arriva al cospetto di Pfaff e lo inchioda con un sinistro sul secondo palo. Incantevole. Tutto lo stadio è in piedi per lui: il pubblico messicano, perduti i propri beniamini, abbraccia l’Argentina e soprattutto il suo piccolo profeta; che regala un’altra perla di lì a poco, con fuga sul fondo e cross di platino per l’accorrente Valdano, che sconcia alzando orrendamente a porta vuota.

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Germania Ovest-Francia 2-0: Bossis ha appena fallito la più clamorosa delle occasioni-gol su tiro di Platini respinto da Schumacher

 

A Guadalajara, scontro tra Francia e Germania Ovest, rivincita di quattro anni prima. Questa volta i tedeschi mettono subito le mani avanti, impadronendosi della partita con un sollecito gol di Brehme su punizione da fuori area e clamoroso “liscio” di Bats. Beckenbauer ha sostituito Brehme con Rolff, mastino che ha già neutralizzato Platini, nella finale di Coppa Campioni ad Atene tre anni prima. Nonostante l’abbondanza di difensori, la Germania esercita una insistente pressione, anche per la scarsa resistenza opposta dal centrocampo transalpino, chiaramente in debito di ossigeno.

Platini, per sfuggire al suo guardiano, gioca in avanti e quasi coglie il pari, fuggendo in area e facendosi respingere il tiro da Schumacher, su cui Bossis spedisce poi sciaguratamente alto a porta vuota. Dall’altra parte risponde il logoro Rummenigge, che riceve palla in area e spara su Bats, bravo la sua parte sugli attacchi tedeschi. Nella ripresa i francesi, rinfrancati, mandano Platini in gol su una ficcante azione al limite dell’area, ma Agnolin annulla per millimetrico (ineccepibile) fuorigioco. È il preludio della beffa finale: lanciato lungo in contropiede, Völler salta con un pallonetto Bats uscito sulla trequarti e accompagna il pallone in rete. La Germania raggiunge la sua seconda finale consecutiva, la quarta negli ultimi sei Mondiali.