Mondiali 1990: GERMANIA

Italia avanti tutta

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Roberto Baggio nella morsa irlandese

I quarti propongono agli azzurri la sorpresa Irlanda. Sul piano dei valori tecnici, tornando oltretutto al suo posto Donadoni, il confronto è improponibile, ma si sa che non esistono ai Mondiali ostacoli facili. L’andamento della partita lo conferma, rivelando le prime crepe nell’impianto di gioco azzurro: fa caldo e molti giocatori sono al quinto impegno in ventidue giorni.

A sorpresa, Charlton sguinzaglia i suoi in attacco, rompendo il riserbo tattico fin qui sempre rispettato e riuscendo a sorprendere gli uomini di casa. I lunghi lanci disorientano Baresi, in difficoltà nel gioco aereo, Zenga deve volare per fermare un poderoso colpo di testa di Quinn. Superato lo sbandamento iniziale, gli azzurri si riappropriano del gioco e poco dopo la mezz’ora sguainano l’affilatissima spada Schillaci: Bonner respinge a mani aperte un siluro di Donadoni dal limite dell’area, Totò dal limite dell’area piccola riprende al volo insaccando con un rasoterra nell’angolo opposto. Nella ripresa, ancora il bomber siculo colpisce la traversa con una terrificante sassata. Andrebbe ancora in gol allo scadere, su perfetto assist in contropiede di Baggio, ma l’arbitro fischia un inesistente fuorigioco. Non si può certo dire che i direttori di gara abbiano un occhio favorevole alla squadra di casa.

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La Jugoslavia dai piedi d’oro cede ai rigori contro l’Argentina. Sopra, duello tra Robert Prosinecki e Juan Simon

Come ci riesca, non è facile spiegarlo, ma l’Argentina va ancora avanti. Trascinata dal genio di Prosinecki, la Jugoslavia nei quarti le impartisce una lezione di gioco, nonostante l’espulsione di Sabanadzovic dopo mezz’ora, senza tuttavia riuscire a concretizzare la propria superiorità. Inevitabile il ricorso alla roulette dei rigori, da cui arrivano le più palpitanti emozioni di questi Mondiali. A sorpresa, spadellano i big: Stojkovic colpisce la traversa e Maradona si fa parare il tiro dal bravissimo Ivkovic. Troglio colpisce il palo, poi sale al proscenio Goycochea, che neutralizza i tiri di Brnovic e Hadzibegic e porta i suoi in semifinale.

Più netta di quanto non suggerisca il punteggio la vittoria dei tedeschi, protagonisti di una prova arrembante contro una Cecoslovacchia al lumicino. Matthäus trasforma un rigore per fallo su Klinsmann, Hasek salva tre volte sulla linea e solo un micidiale tiro di Bilek su punizione, ben neutralizzato dal bravo Illgner, testimonia la presenza offensiva degli uomini di Venglos.

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Germania-Cecoslovacchia: decide un rigore di Matthaus

Profondamente ingiusto il passaggio del turno dell’Inghilterra, strapazzata per quasi tutta la partita dal dominio dei sempre più sorprendenti “leoni indomabili” del Camerun. Calcio di qualità, occasioni da rete a getto continuo, ma anche un certo narcisismo sono il biglietto da visita degli africani, gelati da un gol di Platt, che inchioda N’Kono di testa sul primo affondo inglese, una discesa di Pearce. Nella ripresa entra il solito Milla, che subito si procura un rigore per fallo di Gascoigne, trasformato da Kunde, e manda in gol Ekeke con una magica invenzione. Gli africani sprecano a getto continuo, gli inglesi colgono il pari: fugge l’asso ritrovato Lineker, Massing lo stende in area e lo stesso superbomber trasforma. Ai supplementari, di nuovo Lineker in area, N’Kono lo fa volare e poi raccoglie il pallone in fondo al sacco sul tiro dal dischetto.

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Lineker tenta di sfondare